Lavrov chiama Rubio e Kyiv resta nel mirino
La guerra delle sfere d’influenza torna nel cuore d’Europa
La telefonata tra Sergej Lavrov e Marco Rubio non è soltanto un episodio diplomatico. È il sintomo di una trasformazione più profonda della guerra in Ucraina: il passaggio da un conflitto territoriale a una competizione sulla gestione della soglia strategica. Non siamo ancora davanti a una nuova Yalta, né esistono prove di un accordo segreto sulla spartizione dell’Ucraina. Ma esiste una dinamica che gli europei farebbero bene a non sottovalutare: Mosca prova a riaffermare il principio secondo cui le grandi crisi continentali debbano essere amministrate attraverso un canale diretto con Washington, mentre Kyiv e l’Europa rischiano di diventare attori subordinati del processo. I fatti verificati vanno separati dalle letture propagandistiche. La Russia ha pubblicamente evocato la possibilità di colpire strutture a Kyiv considerate funzionali allo sforzo militare ucraino. L’ambasciata americana ha diffuso un alert di sicurezza invitando i cittadini Usa alla prudenza. Successivamente, Washington ha chiarito che la sede diplomatica resta aperta e che non sono state adottate modifiche operative strutturali. Questo è il quadro concreto. Tutto il resto appartiene........
