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La Russia scopre la paura

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Per anni la maggioranza dei russi ha osservato la guerra contro l’Ucraina da una distanza rassicurante. I missili cadevano sulle città ucraine, le famiglie venivano spezzate, le case distrutte e i territori occupati, ma a Mosca la vita continuava quasi normalmente. Bastava non fare domande, non protestare e non mettere in discussione il Cremlino. Ora quella comoda illusione sta crollando. A metà estate, le stazioni ferroviarie di Mosca che servono le linee dirette verso sud sono solitamente affollate di famiglie in partenza per le vacanze. Negli ultimi anni, ai turisti si erano aggiunti gli uomini in uniforme diretti verso il fronte o di ritorno dalle zone occupate. Questa estate, però, l’atmosfera è diversa. I treni per la Crimea occupata viaggiano semivuoti, le divise sono più numerose dei vacanzieri e nelle stazioni si respira un’ansia che il regime non riesce più a nascondere. Si parla di carenza di benzina, di attacchi con droni, di interruzioni di internet e soprattutto della possibilità di una nuova mobilitazione. La paura è tornata a insinuarsi nelle case russe, non perché la popolazione abbia improvvisamente compreso l’orrore inflitto agli ucraini, ma perché teme di doverne sopportare personalmente le conseguenze. Secondo la Fondazione per l’Opinione pubblica, istituto demoscopico vicino al Cremlino, il 55 per cento degli intervistati ritiene che parenti e colleghi siano dominati dall’ansia. Un anno fa erano il 40 per cento.

Se questo è il dato reso noto da chi è abitualmente avvezzo ad addomesticare gli esiti dei sondaggi per compiacere il Cremlino, è facile ipotizzare che la situazione reale sia ben più grave. È il segnale che il patto tacito tra il potere e la società russa si sta sgretolando: i cittadini rinunciavano alla politica, alla libertà e alla responsabilità, mentre lo Stato prometteva di lasciarli vivere indisturbati. Quel patto non regge più. La guerra è entrata nelle loro vite. Gli attacchi dei droni ucraini, un tempo concentrati nelle regioni di confine di Kursk e Belgorod, raggiungono ormai aree sempre più lontane. Il 6 luglio è stata colpita la più grande........

© L'Opinione delle Libertà