Buone notizie dal voto in Ungheria
So che non tutti, a destra come a sinistra, saranno contenti della vittoria di Péter Magyar in Ungheria. In realtà dovremmo tutti esserne lieti. Viktor Orbàn era un uomo di Mosca che per anni ha preso soldi da Bruxelles con la mano sinistra, mentre poi li passava con la mano destra a Vladimir Putin. Non meno importante nelle elezioni politiche ungheresi è l’ennesima sconfitta di questo periodo della Cina, che a Budapest ha avuto un fedele alleato. Orbàn aveva bloccato molte misure della Ue come quelle contro l’importazione di auto cinesi, e contro lo sterminio degli uighuri dello Xinjiang. Pechino stava investendo molto a Budapest. L’Europa tutta era bloccata dalla zavorra ungherese. Lo stesso schema già visto in passato nella Germania che si legò mani e piedi al gas russo.
I partiti italiani, se sono contro la Ue, dovrebbero prendere atto della sconfitta e avere la correttezza di dichiararsi fino in fondo anti europeisti. Non sarebbero soli: in Italia molti giornali e trasmissioni tv, e un sacco e una sporta di opinionisti sono pro Putin e glorificano Xi Jinping. Alcuni sono persino pro Hamas e pro komeinisti, anche se non lo dicono apertamente. Mi è capitato ieri di postare una considerazione di Uri Kurlianchik che suona così: “Sospetto che ci siano più persone che sostengono la Repubblica Islamica in Europa che in Iran.”. Ho letto un commento a questo post che diceva candidamente: “Noi non stiamo con l'Iran. Siamo contro Netanyahu e Trump”.
In guerra, però, ci sono due casi: “O stai con uno o stai con l'altro”, il che può anche dirsi “O stai contro uno o stai contro l’altro”. Oppure si può essere neutrali. Ma se essere neutrali significa essere indirettamente solidali con........
