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Derrida e Lacan, la scrittura e l’ascolto del padre

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05.02.2026

Tra Jacques Derrida e Jacques Lacan non c’è stato un vero e proprio dialogo, ma un rapporto indiretto e a distanza, un confronto asimmetrico segnato da un intervento critico esplicito di Derrida e da una risposta di Lacan che resta per lo più indiretta, allusiva e talvolta ironica. Il punto di partenza è comune: entrambi leggono Sigmund Freud attraverso la linguistica strutturale, in particolare quella di Ferdinand de Saussure. Tuttavia, là dove Lacan afferma che “l’inconscio è strutturato come un linguaggio”, Derrida si incarica di mostrare come ogni struttura linguistica sia attraversata da uno scarto irriducibile, da un differimento che impedisce la chiusura del senso. La presa di posizione più netta di Derrida su Lacan si trova in Le facteur de la vérité, incluso in La carte postale, testo in cui Derrida sottopone a una lettura serrata il celebre seminario lacaniano su La lettera rubata di Edgar Allan Poe. Lacan aveva interpretato il racconto come una dimostrazione del funzionamento impersonale del significante: la lettera, indipendentemente dal suo contenuto, determina le posizioni dei soggetti e percorre un circuito simbolico che, secondo la formula divenuta famosa, “arriva sempre a destinazione”.

È precisamente questa formula a suscitare la critica di Derrida. In un passaggio centrale egli scrive: “affermare che la lettera arriva sempre a destinazione significa già reinscrivere il significante in una teleologia della verità”. E poco oltre chiarisce il punto: “Lacan pretende di rompere con la metafisica della presenza, ma la restaura nel momento in cui assegna alla lettera una destinazione necessaria, un ritorno garantito”. Secondo Derrida, l’idea di un ritorno inevitabile del significante implica una chiusura del gioco della scrittura e neutralizza ciò che per lui è essenziale: la possibilità strutturale della perdita, dell’erranza, della disseminazione. In questo senso, Derrida arriva a formulare un’accusa teoricamente molto forte: “Il ritorno della lettera è il ritorno della verità come presenza........

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