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Cinquant’anni senza Luchino Visconti, maestro del cinema “totale”

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17.03.2026

Oggi il mondo del cinema ricorda uno dei suoi massimi geni. Il 17 marzo 1976 muore a Roma Luchino Visconti, uno dei più grandi registi del Novecento. Cinquant’anni senza il maestro del cinema “totale”. Insieme a Roberto Rossellini e a Vittorio De Sica è stato uno dei corifei del neorealismo. In seguito, pur nelle sue contraddizioni, ha cambiato cinema, teatro e lirica. Un autentico poeta nel racconto. Un intransigente ed elegante indagatore del passato e del presente attraverso rituali di classe in disfacimento e l’immersione in vite difficili. Mondi potenti e rivelatori quelli creati da Luchino Visconti, nei quali ha avuto come compagni di strada, fra gli altri, Jean Cocteau, Thomas Mann, Giovanni Verga, William Shakespeare, Giuseppe Verdi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Anton Cechov. Aristocratico e partigiano, ricercatore della perfezione e sperimentatore fra scena e set, il “conte rosso” viene a mancare mentre sta ultimando il doppiaggio del suo ultimo film, L’innocente, e lavorava a un adattamento di La Montagna incantata. Il cinquantenario dalla scomparsa viene ricordato con una serie di iniziative in Italia e all’estero: dalla retrospettiva di Fondazione Cinema per Roma a quella di Ciné-histoire a Montreal passando per la proiezione di Ludwig, avvenuta ieri al Teatro alla Scala. Nato a Milano, il 2 novembre del 1906, quarto di sette fratelli, Luchino, conte di Lonate Pozzolo, è figlio del duca Giuseppe Visconti di Modrone, imprenditore appartenente all’antica nobiltà lombarda, e di Carla Erba, della........

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