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Renato Mieli? Un grande e un diritto, Paolo Mieli? Un dritto

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26.06.2026

Fui e sono deluso da Paolo Mieli. Invece, fui onorato dell’amicizia con Renato Mieli, giornalista e storico, autore, fra gli altri, dello sconvolgente saggio Togliatti 1937. Già direttore de l’Unità, edizione di Milano, uscì dal Pci nel 1956 per i misfatti d’Ungheria, che piacquero assai a Pietro Ingrao e a Giorgio Napolitano. Divenne uno degli alfieri dell’anticomunismo liberale. Dal punto di vista storiografico, ebbe il merito di infrangere l’omertà della mafia comunista, disvelando i crimini del “Migliore” e il suo ruolo di provetto carnefice staliniano. Un intero partito comunista, quello polacco, fu sterminato, dal novembre 1937 sino allo scioglimento nel 1938, anche grazie all’avallo del segretario del PCd’I. Si trattò di un pogrom voluto da Baffone e targato Terza internazionale, visto che dal vertice alla base della Komunistyczna Partia Polski (Kpp) si rinvenivano migliaia di israeliti, ergo considerati inaffidabili e riottosi nell'ipotesi di una qualche intesa tra Iosif Stalin e Adolf Hitler. Il patto Molotov-Ribbentrop, evidentemente, era già all’orizzonte e i compagni ebrei antinazisti dovevano essere ammazzati. Renato pagò........

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