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Non ci sono più gli scienziati di una volta

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wednesday

Non sono un forsennato anti-americano, anzi adoro Anne Bancroft, Joe Di Maggio, Frank Sinatra, Dean Martin. Mi appassiona addirittura il virile football con pallone ovale. Peccato per Robert De Niro, bravissimo attore, sia pure con una sola espressione, che, purtroppo, arranca perennemente in stato confusionale ideologico, come un qualsiasi ridicolo miliardario sedicente fautore di tutto il potere al proletariato. Mi è simpatico, per giunta, l’originalissimo furbacchione Donald Trump, che l’intollerante De Niro vorrebbe picchiare a pugni chiusi. Temo che l’attore mono mimica abbia subito l’influenza negativa di qualche extravagante docente d’avanguardia. Da noi, vige una cattiva stampa sui nostri atenei, ma al di là dell’Atlantico c’è, talvolta, di peggio. Certe università statunitensi, specie le più elitarie e selettive, denotano spesso resilienti patologie croniche, tipo quelle circolari e biosostenibili dei mentecatti presuntuosi. Succede che scoprano l’acqua calda e rivendano come successi della loro scientificità l’individuazione dei benefici di erbe o di alimenti, che la preziosa cultura contadina conobbe e divulgò già secoli fa. Sono arrivati nel 2026 alla malva, i cui decotti anti-tosse mia nonna, su consiglio della bisnonna, mi faceva ingugitare nel 1947.

Eppure, uno studente per quanto bravo che volesse essere........

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