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Leonilde Iotti nella storia della Repubblica è tutto Grasso che cola

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05.06.2026

Il curatore dei testi del Quirinale – mi pare si chiami Giovanni Grasso – non ha ritenuto di dover inserire Giorgia Meloni tra le italiane da citare, pur trattandosi della prima donna – e credo l’ultima – chiamata a furor di popolo sovrano a dirigere l’Esecutivo. Si tratta, forse, di una grigiastra omissione cattocomunista collinare, ma quando c’è grasso che cola, bisogna, comunque, godere degli aspetti positivi. D’altro canto, io stesso, nato in Via Principe Amedeo e vissuto in Via Crescenzio 43 e, poi, in Via Cipro 12, non ho il dovere di tifare per nessuna esponente della Garbatella. Èsolo una questione di equilibrio e di onestà intellettuale. Ad esempio, tra le donne epocali è stata evocata dal testo varato da Grasso la figura di Leonilde Iotti, donna invero indimenticabile. A 22 anni suonati – nacque il 10 aprile 1920 – il 5 ottobre 1942, dopo aver militato nella Gioventù italiana del littorio (Gil), prese la tessera numero 1105040 del Partito nazionale fascista (Pnf). Dopo l’8 settembre 1943, perseguì il medesimo percorso totalitario, poliziesco e illiberale, cambiando soltanto il colore: dal nero al rosso. Da Libro e Moschetto fu facile come a molti altri italiani traslocare a Falce e Martello. Divenne staffetta partigiana in bicicletta per liberare l’Italia dal nazifascismo ed elevarla, quindi, a colonia dell’Unione sovietica. La Resistenza rossa fu, però, Anpi-amente tradita. Yalta fu fatale. Contrordine compagni! Addio alla rivoluzione bolscevica: limitiamoci alla via italiana al socialismo col supporto dei dollari del Cremlino, infiltrando Dna sovietico in magistratura, nell’esercito, nelle forze di polizia, nella burocrazia, nell’informazione, nelle università, nella scuola, nelle arti, nel cinema, nella medicina, sino al capolavoro mefistofelico della devastante psichiatria democratica. Leonilde, donna di mondo e di Palmiro, obbedì e divenne “democratica al socialismo”.

Donna........

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