Il Quirinale veda se riesce a ricordare le fosse comuni di Mosca piene di italiani
Mi unisco sinceramente e convintamente a Sergio Mattarella e alle altre autorità istituzionali nel commemorare le povere vittime di Marzabotto fucilate e mitragliate dalle belve naziste attivate dal macellaio Albert Kesselring. Certo, i nazisti, essendo anche ladri, rapinatori e accattoni, uccisero e massacrarono, dimenticandosi, però di elargire le quantità di marchi sufficienti, magari non per giustificare e perdonare, ma almeno per indurre all’oblio. Non furono così taccagne le bestie comuniste, le quali, a colpi di milioni di dollari, anno dopo anno, per decenni, si comprarono ignobili amnesie politiche, massmediatiche, istituzionali, giudiziarie.
In Italia, nessun boss istituzionale commemora le vittime della “volante rossa”, i trucidati dai partigiani alla Francesco Moranino, né i prigionieri squarciati a colpi di vanga da un caporione delle Brigate Garibaldi, né le migliaia di innocenti passati per le armi, in nome del Sole dell’Avvenire, nel triangolo emiliano della morte e neppure i 129 sacerdoti ammazzati dai........
