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Operazione Blue Moon

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25.05.2026

Per anni è sembrata una leggenda metropolitana, una di quelle storie oscure sospese tra paranoia politica e narrativa da guerra segreta, se non uno dei tanti racconti derubricati come complottisti.

Eppure, a distanza di oltre cinquant’anni, il nome “Operazione Blue Moon” continua a riaffiorare dalle pieghe più inquietanti della storia italiana, grazie a verbali giudiziari, testimonianze di ex agenti dei servizi, atti parlamentari, confessioni mai del tutto smentite.

Al centro, un’ipotesi agghiaccianti, ossia la diffusione massiccia dell’eroina in Italia tra il 1974 e il 1975 non sarebbe stata il frutto di una semplice escalation criminale, ma parte di una strategia internazionale di controllo sociale e neutralizzazione del dissenso giovanile.

A riportare il tema al centro del dibattito è il recente romanzo Il figlio peggiore, scritto dal giornalista Peter D’Angelo e dal documentarista Fabio Valle, pubblicato da Fandango Libri.

Un’opera narrativa costruita su una poderosa base documentale che riapre interrogativi mai davvero archiviati.

Gli autori raccontano l’esplosione dell’eroina nelle città italiane come il sintomo di un’operazione più vasta, maturata nel clima avvelenato della Guerra Fredda e della cosiddetta “strategia della tensione”.

Per comprendere la portata della vicenda bisogna tornare all’Italia del post Sessantotto, quando il movimento studentesco e operaio aveva scosso gli equilibri politici e culturali dell’Occidente.

Milioni di giovani chiedevano........

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