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Mercosur: l’inaspettato asse Roma-Parigi

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18.12.2025

Un’alleanza per certi versi inattesa. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron si sfilano dalla spinta impressa da Ursula von der Leyen, intenzionata a chiudere l’intesa sul Mercosur entro fine anno nonostante l’assenza, allo stato attuale, di una maggioranza qualificata. A irrigidire ulteriormente il quadro contribuisce l’ultimatum arrivato da Brasilia: “Se non si chiude adesso, non firmeremo mentre io sarò presidente”, ha avvertito Luiz Inácio Lula da Silva, ricordando agli europei dell’inesorabile scorrere del tempo. Da parte italiana, la linea è stata ribadita con chiarezza in Parlamento. Siglare l’accordo nei prossimi giorni “è prematuro”: così Meloni alla Camera dei deputati, alla vigilia della partenza per Bruxelles. Nessun veto annunciato, ma neppure un via libera a un testo privo di garanzie concrete per il settore agricolo. Il nodo resta quello delle clausole di salvaguardia, che il governo chiede di definire prima di procedere sull’intesa commerciale. Se serviranno “altre settimane, le prenderemo”, ha spiegato la premier, condividendo una tempistica che guarda all’inizio del 2026 anche con i ministri Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida. Oltralpe il clima è ancora più teso. Sotto la pressione del mondo agricolo, con un’opposizione all’attacco e le presidenziali del 2027 già sullo sfondo, il presidente francese ha alzato il tono. Di fronte a eventuali accelerazioni da parte di Bruxelles, ha avvertito Macron, la risposta di Parigi sarà “molto determinata”.

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