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Taccuino Liberale. La forza di inventarsi un lavoro

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30.04.2026

Potrebbe apparire facile e forse anche semplicistico, affrontare alla vigilia del primo maggio, Festa dei Lavoratori, il tema dell’occupazione in questo Paese, ma la situazione economica e sociale è tale che riflettere sul punto non fa mai male.

A febbraio 2026, il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato al 5,3 per cento in risalita di uno 0,1 dal mese precedente (che era il livello più basso mai registrato) e così confermandosi, seppur al 5,3 per cento, comunque su livelli storicamente bassi. 

Se il numero di occupati mostra una sostanziale stabilità, il tasso di disoccupazione giovanile scende al 17,6 per cento, ma rimane triplo rispetto al dato complessivo. Il tasso di inattività invece resta stabile al 33,9 per cento. Dato non irrilevante e molto preoccupante. Essere senza lavoro e smettere anche di cercarlo, rende il senso del disfattismo e della mancanza capacità o volontà di prendere il proprio destino in spalla e di diventare quello che si vuole, oltre che a raggiungere il proprio benessere e concorrere alla creazione di valore per la nazione.

Una delle battute più famose del film The social network dedicato alla nascita di Facebook, viene detta dal rettore di Harvard ‒ Larry Summers ‒ ai gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, che erano andati da lui per lamentarsi del fatto che a loro parere Mark Zuckerberg avesse copiato la loro idea, e che quindi ‒ Zuckerberg ‒ avendo violato il codice di condotta di Harvard, avrebbe dovuto essere espulso dall’università. Summers, che ricordiamo è nipote di due premi Nobel per l’economia, Paul Samuelson e Kenneth Arrow, economista anch’egli, ed è stato direttore del consiglio economico nazionale durante la presidenza Obama e Segretario del Tesoro durante la presidenza Clinton,........

© L'Opinione delle Libertà