Il calcio si può rifondare
Il coraggio di lasciare andare. Non ci si può indignare se per la terza volta consecutiva l’Italia non si è qualificata ai Mondiali di calcio. Perché se un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova. Dalla sconfitta ai rigori con la Bosnia, bisogna spostare il focus: non è colpa di Alessandro Bastoni, non è colpa dell’undici titolare, non è colpa di Gennaro Gattuso, non è colpa di Gianluigi Buffon e non è colpa di Leonardo Bonucci se per l’ennesima volta guarderemo la Coppa del mondo dal divano. L’intero sistema calcio, a livello federale e culturale, è imputabile di questo fallimento. A rimetterci è stato, com’è giusto che sia, il presidente Gabriele Gravina, che si è dimesso ieri dalla Figc. Un passo indietro dovuto, arrivato colpevolmente in ritardo. Non più rimandabile dopo la bufera che ha seguito le sue dichiarazioni.
È arrivato l’ennesimo anno zero, forse quello definitivo. Dico forse, perché come Fabio Caressa sono preoccupato che il fondo non sia ancora........
