Le donne di Isabel Russinova per il nuovo umanesimo
Torna per una intensa stagione teatrale, che si prolungherà durante l’anno, Isabel Russinova con le “sue donne”. Una cinquina femminile che va da Francesca Cabrini, la santa dei migranti, alla Principessa Giovanna di Savoia, che sposò lo Zar Boris e divenne l’ultima zarina di Bulgaria, alle sirene di James Joyce fino a Le troiane di Euripide (in tournée in Sicilia fino al 7 agosto, prodotto da Centro della città, Centro di produzione teatrale in collaborazione con Produzioni Verso Argo). Ed inoltre la protagonista del docufilm Eva Mameli Calvino, la prima donna docente in botanica e naturalista italiana madre dello scrittore Italo Calvino. È un femminile in odore di sacralità perché i personaggi dell’attrice triestina con radici bulgaro-istriane hanno sempre una vocazione spirituale e un alito di divino. Anche quando il testo è antico come Le troiane, la tragedia rappresentata per la prima volta in Grecia nel 415 avanti Cristo durante la guerra del Peloponneso. “Le lacrime delle donne. La guerra è finita è il titolo della drammaturgia testo e regia di Manuel Giliberti – spiega la Russinova – in cui interpreto la parte di Ecuba, la madre di Ettore, la quale piange la morte del figlio, la distruzione di Troia, il destino di schiava di Odisseo e la triste prigionia delle troiane. Il testo di Giliberti ispirato alle Troiane di Euripide si veste di attualità accompagnando lo spettatore nell’orrore delle guerre di oggi dalla parte delle donne. Rappresenta anche una riflessione sulla malvagità umana, che è sempre stata nei secoli storici e letterari la bivalenza tra bene e male su cui si misura l’umano e che dimostra che l’uomo ha dovuto combattere su questo crinale, ma alla fine ha sempre trovato in sé il........
