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Unione europea (dei volonterosi): addio alle armi

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18.03.2026

Donald Trump chiama, l’alleato europeo non risponde. Anzi, no. Risponde e dice no all’ipotesi di seguire gli Stati Uniti nella missione di liberare lo Stretto di Hormuz dalla minaccia di blocco portata dai pasdaran del regime iraniano degli ayatollah.

“Non è la nostra guerra”, è stata la risposta che l’Europa ha rassegnato all’amico americano quando questi ha chiesto ai partner storici di fare la loro parte per difendere il mondo libero dal ricatto del terrorismo di marca sciita. Siamo sicuri che il vero obiettivo perseguito dal presidente Usa − con la sua richiesta di coinvolgimento europeo nella guerra ingaggiata da lui al fianco degli israeliani − non fosse di stanare gli europei costringendoli a fornire una risposta che lo stesso Trump dava già per scontata?

In fondo, la partita del coinvolgimento europeo nella guerra all’Iran si sarebbe giocata per intero sul piano del significato politico. Per le effettive capacità militari degli Stati Ue (versante volenterosi) non è che la loro presenza nel Golfo Persico avrebbe fatto la differenza. Su questo Trump ha ragione: la potenza americana non ha bisogno di supporter nel teatro operativo per avere la meglio sul nemico. Reiteriamo la domanda: perché chiedere loro aiuto? Probabilmente per scoprire una volta per tutte l’ambiguità europea: parteggiare sottobanco per il nemico piuttosto che schierarsi apertamente contro di esso.

Mettiamo le carte in tavola: i vertici europei dicono che questa appena cominciata contro l’Iran non è la loro guerra. E come potrebbe? Le cancellerie di Berlino, Londra, Parigi, Madrid − e anche Roma − negli anni hanno cinguettato con i tagliagole di Teheran dimostrando nei fatti che a loro gli ayatollah stanno bene dove sono: al potere di una grande nazione, strategica per il destino della regione mediorientale. E il fatto che reprimessero la libertà del loro popolo con una volenza sanguinaria che conosce pochi eguali al mondo? Un particolare irrilevante nella contabilità della pace fatta alle condizioni del più forte.

Che l’Iran da anni lavorasse alacremente per dotarsi dell’arma nucleare? Quisquilie, cose che si dicono in giro per creare allarmismo, ma che........

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