Riforma della giustizia tributaria: resta aperta la questione dei giudici tributari onorari
Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli interventi istituzionali che hanno evidenziato il valore della riforma della giustizia tributaria. Dal Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria al Ministro dell’Economia e delle Finanze, il giudizio espresso è stato ampiamente positivo: la riforma ha finalmente riconosciuto alla magistratura tributaria uno status economico e giuridico assimilabile a quello delle altre magistrature dello Stato, prevedendo un trattamento retributivo stabile, maggiori tutele e un ordinamento professionale più strutturato.
Si tratta senza dubbio di un passaggio storico. È altresì plausibile ritenere che l’accelerazione impressa al processo riformatore sia stata favorita anche dall’intervento della Commissione europea, che aveva richiamato l’Italia ad adeguare lo status dei magistrati tributari agli standard richiesti dall’ordinamento europeo.
Tuttavia, accanto agli aspetti positivi della riforma, rimane una questione che merita attenzione e che, almeno finora, sembra essere rimasta sullo sfondo del dibattito pubblico: quella dei giudici tributari onorari che, per decenni, hanno garantito il funzionamento della giustizia tributaria.
Commercialisti, avvocati, professori universitari, geometri, funzionari pubblici e professionisti provenienti da diverse esperienze hanno assicurato, spesso con compensi modesti e senza le garanzie riconosciute ad altre magistrature, l’effettività della tutela giurisdizionale in materia fiscale. Per oltre quarant’anni hanno contribuito, con........
