L’azzardo cinese del Canada
Quando il pragmatismo ignora i diritti umani
L’apertura del Canada guidato da Mark Carney verso la Cina, culminata nell’accordo che consente l’ingresso di fino a 49.000 veicoli elettrici cinesi l’anno a dazi ridotti, viene giustificata come una scelta di realismo economico e di diversificazione strategica. Una scelta che rischia di ignorare un contesto segnato da gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, trasformando una decisione economica in un problema politico ed etico.
Nel Rapporto 2024/2025, Amnesty International denuncia il continuo irrigidimento repressivo della Repubblica Popolare Cinese: libertà di espressione, associazione e riunione pacifica sono fortemente limitate; difensori dei diritti umani, avvocati, giornalisti, artisti e attivisti vengono arrestati e condannati con leggi sulla sicurezza nazionale vaghe e arbitrarie. La repressione si estende anche oltre i confini, attraverso sorveglianza e intimidazioni nei confronti di cittadini........
