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L'aggressione a Eterno e il rapporto tra libertà d'espressione e violenza politica

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08.06.2026

Ferenc Venturelli, conosciuto sui social come “Eterno”, attivista identitario e voce seguita da migliaia di persone nell’area della destra, è stato vittima di una violenta aggressione in pieno centro cittadino a Parma dopo un acceso confronto con un gruppo di giovani stranieri.

Le immagini diffuse online hanno mostrato l’inseguimento, il lancio di una bottiglia e il successivo pestaggio, suscitando indignazione ma anche un acceso scontro politico. In molti hanno condannato la violenza subita; altri hanno invece concentrato l’attenzione sulle parole pronunciate durante la discussione, arrivando in alcuni casi a minimizzare o persino giustificare quanto accaduto.

In questa intervista vogliamo ricostruire i fatti nella loro interezza, approfondire gli aspetti che sono rimasti fuori dal dibattito pubblico e capire come Eterno abbia vissuto questa esperienza. Parleremo dell’aggressione, delle polemiche mediatiche, del rapporto tra libertà di espressione e violenza politica e di quello che questa vicenda racconta dell’Italia di oggi.

Come è iniziata la tensione con il gruppo di ragazzi? Ci puoi raccontare, dal tuo punto di vista, cosa è accaduto nei minuti precedenti all’aggressione?

Stavamo tornando verso la stazione dopo aver trascorso la giornata a Parma, dove era in corso un evento di Sky Sport. In precedenza, avevamo realizzato un’intervista in centro riguardante quanto accaduto a Henry Nowak. Passando dalla Pilotta stavamo registrando una storia Instagram per annunciare che l’intervista sarebbe stata pubblicata una volta completato il montaggio.

Appena alcune persone ci hanno visto registrare, probabilmente riconoscendoci, hanno iniziato a insultarci con frasi come “Voi siete quelli che fanno i video per Salvini”, accompagnate da offese pesanti e dal lancio di bottiglie. Con uno dei ragazzi si era anche aperto un dialogo: gli avevamo spiegato che non stavamo riprendendo loro e gli avevo persino stretto la mano. Nonostante........

© L'Opinione delle Libertà