27 gennaio: quando il passato urla al presente
Tra conflitti attuali e antisemitismo crescente, ricordare la Shoah è un dovere civile e morale
Il 27 gennaio non è una data come le altre. È il giorno in cui il mondo si ferma per ricordare Auschwitz, la Shoah e l’orrore di un genocidio che ha spezzato sei milioni di vite e milioni di altre esistenze considerate “indesiderabili”. La liberazione del campo di concentramento nel 1945 non fu solo la fine di un incubo concreto: fu una sveglia morale per l’umanità intera. Eppure, oggi, il richiamo della memoria sembra più urgente che mai.
Ricordare la Shoah non significa soltanto guardare indietro: significa leggere il presente con occhi lucidi e coscienti. Perché il mondo che oggi attraversiamo è segnato da conflitti, tensioni e divisioni profonde. Nel cuore del Medio Oriente, la guerra tra Israele e Hamas, innescata dall’attacco del 7 ottobre 2023, ha riportato la violenza alle porte di milioni di civili, seminando morte, paura e una crisi umanitaria senza precedenti. Tentativi di cessate il fuoco e negoziati internazionali hanno cercato di fermare l’escalation, ma la pace rimane fragile, sospesa su un filo sottile che rischia di spezzarsi da un momento all’altro.
Anche in Europa, le........
