La sconsiderata offensiva giudiziaria di Mamdani
L’ipotesi avanzata da Zohran Mamdani di chiedere l’arresto di Benjamin Netanyahu qualora il primo ministro israeliano si recasse a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni unite, il prossimo settembre, è ben più di una mera manovra politica. Mette in luce una concezione profondamente inquietante della funzione pubblica: quella di un sindaco della più grande città degli Stati Uniti che si proietta nel ruolo di magistrato internazionale, anziché occuparsi della sicurezza dei cittadini, del funzionamento delle infrastrutture e del buon governo della metropoli.
La contraddizione è evidente. Mamdani invoca il diritto internazionale quando serve alla sua agenda politica, salvo poi rivendicare per il potere esecutivo locale una libertà d’azione priva di vincoli costituzionali, federali o diplomatici. Si propone come custode delle norme giuridiche mentre sostiene una iniziativa che esporrebbe New York a una crisi istituzionale e diplomatica. Lo Stato di diritto impone alle istituzioni di operare entro i confini delle proprie competenze giuridiche. Non autorizza i funzionari eletti a rivendicare poteri che la legge........
