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Perché l’Africa non ha bisogno di carità

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Da oltre settant’anni, le economie avanzate inviano aiuti ai Paesi in via di sviluppo, eppure gran parte del continente africano continua a vivere in condizioni di povertà. Il modello della cooperazione internazionale allo sviluppo, così come è stata concepita nel dopoguerra, non ha prodotto i risultati che prometteva. Gli aiuti allo sviluppo hanno spesso rafforzato governi inefficienti e corrotti, scoraggiato gli investimenti privati e alimentato una dipendenza strutturale. Non sono riusciti a creare le condizioni − come diritto di proprietà e mercati aperti − affinché le persone potessero generare ricchezza da sole. Per capire perché questo modello ha fallito, occorre partire da un elemento spesso trascurato nel dibattito sullo sviluppo: il diritto di proprietà.

LA PROPRIETÀ COME FONDAMENTO DELLA CRESCITA

Il diritto di proprietà è il fondamento di un’economia dinamica e della crescita autonoma. Non significa soltanto poter possedere un bene, ma avere un titolo giuridico certo e tutelato che consenta di trasformare quel bene in capitale produttivo. Quando una proprietà è riconosciuta dalla legge, può essere venduta, data in garanzia per ottenere credito, attrarre investimenti e diventare la base per creare nuove imprese.

L’economista peruviano Hernando de Soto ha descritto ampiamente nei suoi scritti come, in molti Paesi in via di sviluppo, esista un enorme patrimonio di “capitale morto”: beni che le persone possiedono di fatto, ma non possono utilizzare economicamente perché privi di riconoscimento legale. L’imprenditore ugandese Mugabi John Socrates, fondatore di Action for Liberty and Economic Development, descrive efficacemente questa realtà: molte famiglie vivono e lavorano su terreni che non possono dimostrare di possedere legalmente. Di conseguenza non possono venderli liberamente, conservarne il valore, né usarli come garanzia per ottenere finanziamenti e investire nelle proprie attività.

Come sottolinea anche l’economista britannico Eamonn Butler, la prosperità nasce quando le istituzioni garantiscono regole certe, diritti di proprietà e libertà di iniziativa. Senza queste condizioni, gli incentivi a investire, innovare e assumersi rischi si indeboliscono. È anche il messaggio dell’economista zambiana Dambisa Moyo: lo sviluppo duraturo non nasce dalla dipendenza dagli aiuti internazionali, ma dalla capacità delle persone di creare ricchezza attraverso mercati aperti, investimenti e istituzioni affidabili. Per questo chi promuove la tutela della proprietà privata, lo Stato di diritto e l’apertura dei mercati non è un nemico dell’Africa; al contrario, contribuisce a creare le condizioni affinché gli africani possano costruire la propria prosperità.

L’ideologia corrente sostiene che la proprietà collettiva della terra sia un valore da preservare. In realtà, la mancanza di una proprietà privata chiaramente definita fa sì che nessuno abbia un reale interesse a investire in migliorie fondiarie: perché spendere tempo e denaro su un terreno che non è davvero tuo? Inoltre, senza un titolo di proprietà non si può offrire la terra come garanzia per ottenere........

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