Legge elettorale e muso duro: la campagna per le Politiche è già cominciata
Chi si aspetta un dibattito aspro fa bene. Chi si aspetta discorsi concentrati sui temi, invece, resterà deluso. I toni saranno alti, accesi, spesso volutamente divisivi
Pronti, si parte: la fuga in avanti della maggioranza sulla legge elettorale, con il nuovo testo in discussione alla Camera non è solo una questione tecnica, ma di prospettiva. Certo, ci sono i dettagli tecnici: il premio di maggioranza, la soglia, l’indicazione del candidato premier, il nodo delle preferenze, su cui dentro la maggioranza non tutti hanno la stessa posizione. Ma sarebbe un errore leggere questa discussione soltanto come una faccenda da addetti ai lavori perché studiare la legge elettorale ci dice anche una cosa molto semplice: come sarà la prossima campagna elettorale. Personalizzata, coalizionale, centrata sulla scelta di chi governa, più che sulla composizione paziente di ciò che viene dopo. L’indicazione del candidato premier, gradita alla maggioranza per ovvi motivi, serve a dare un volto (nella fattispecie: Meloni) e a mettere in difficoltà il campo largo, costretto a sciogliere il nodo leadership, e a trasformare un voto parlamentare, che resta formalmente tale, in una competizione sempre più leggibile come scelta diretta tra leader, blocchi, mondi politici.
Sarà inoltre una campagna orientata al passato, e in questo il calendario aiuta: gli ottant’anni della Repubblica, Matteotti, la memoria del........
