Il prezzo più caro lo pagano sempre i cittadini
Mentre i leader parlano di sicurezza e deterrenza, la crisi dall’area del conflitto si propaga verso l’Europa
C'è sempre un momento, nelle guerre, in cui la strategia militare lascia spazio ai primi bilanci. È il momento in cui si scopre che il prezzo dei conflitti non lo pagano i generali né i leader che li scatenano, ma i cittadini. E quel momento è già arrivato. In questo numero de L’Espresso proviamo a guardare la guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran da una prospettiva meno ideologica e più concreta: quella delle conseguenze economiche. Perché mentre i governi parlano di sicurezza e deterrenza, l’economia globale comincia già a mostrare i primi sintomi di crisi.
Il segnale più evidente è arrivato dai mercati energetici: il petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Significa trasporti più costosi, energia più cara e filiere industriali sotto pressione. In........
