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Gori: «Col Covid uscì la tempra della città. Ma ora si è persa l’intesa con Brescia»

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18.03.2026

Gori: «Col Covid uscì la tempra della città. Ma ora si è persa l’intesa con Brescia»

L’INTERVISTA. L’ex sindaco Giorgio Gori ricorda i giorni del lockdown: «Eravamo smarriti, ma riuscimmo a reagire. Essere il simbolo della tragedia ci diede maggiore responsabilità, da lì nacque l’idea della Capitale della Cultura»

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«Era una splendida giornata di sole, la città era scintillante, ma drammaticamente vuota. Il tempo era sospeso e noi eravamo smarriti. Nessuno sapeva cosa sarebbe successo a ognuno di noi e alle nostre famiglie». È ancora forte il ricordo di quel 18 marzo 2020 nella memoria di Giorgio Gori, oggi europarlamentare e allora sindaco della città che stava diventando, suo malgrado, il simbolo internazionale della pandemia. «L’unico appiglio era continuare a lavorare cercando innanzitutto di capire cosa stesse succedendo e di provare a rendersi utili». Erano i giorni della ricerca delle mascherine del dialogo con la Regione per avere più tamponi, dei contatti coi sindaci.

Finché la fotografia di quei camion lungo via Borgo Palazzo non ha cambiato tutto.

«Quell’immagine aprì gli occhi di chi viveva fuori città e fu determinante per un cambio di clima nelle relazioni con il governo e a livello internazionale».

Si è capito subito che sarebbe diventato l’emblema mondiale della pandemia?

«Non posso dire che lo capimmo........

© L'Eco di Bergamo