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Il linfoma, l’autotrapianto e la rinascita: «La vita è bella, la speranza è il motore»

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28.06.2026

Il linfoma, l’autotrapianto e la rinascita: «La vita è bella, la speranza è il motore»

LA STORIA. Andrea Menghini, la malattia e poi le staminali. «Dopo la guarigione abbiamo fatto rinascere l’Avis di Boccaleone».

«Il vero dono della gratitudine - dice Robert Holden, scrittore e psicologo britannico - è che più sei grato, più diventi felice». Un’attitudine che si rispecchia nel sorriso di Andrea Menghini, 56 anni, di Boccaleone, che dopo un linfoma ha ritrovato slancio, voglia di vivere e di prendersi cura delle persone a lui vicine.

Prima di tutto «Quelli della Torre 6» dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che nel periodo delle terapie e di un lungo ricovero sono diventati come una seconda famiglia: «Medici, infermieri, volontari - osserva - perché mi sono stati vicini e si sono presi cura di me sia dal punto di vista sanitario sia umano. Ma anche pazienti e caregiver, che affrontano ogni giorno prove durissime, e hanno tanto bisogno di vicinanza e speranza».

L’inizio della malattia

Andrea, da sempre donatore di sangue con l’Avis e volontario in parrocchia, sposato con Sonia, papà di due ragazzi, Giorgia e Marco, si è ammalato all’improvviso, manifestando sintomi che lo hanno spiazzato: «Eravamo all’inizio dell’estate del 2018, nel mese di giugno - racconta - e ho iniziato a sentire una sensazione diffusa di malessere e spossatezza. Avevo un dolore persistente alla schiena, una febbricola che andava e veniva, una strana lesione su un braccio, e sono andato a farmi visitare».

Sportivo, non fumatore, sempre molto equilibrato e attento alla salute, Andrea non pensava di avere qualcosa di grave: «Non capivo cosa stesse succedendo, e in un primo momento neppure i medici che mi visitavano. Hanno pensato a una puntura d’insetto, a un’infezione». Dopo un viaggio al Pronto Soccorso e molte analisi, sembrava ancora che bastasse una terapia antibiotica per risolvere la situazione, ma purtroppo così non è stato: «Sono partito per le vacanze al mare, ma mi è salita di nuovo la febbre». Il ritorno a Bergamo, in quelle condizioni, è stato un po’ avventuroso, e appena rientrato Andrea è tornato al Papa Giovanni per un’altra serie di approfondimenti.

I medici gli hanno consigliato una biopsia al linfonodo nel punto in cui Andrea sentiva dolore, un piccolo intervento che - dopo alcuni tentativi di anticiparlo il più possibile - era stato programmato per agosto. Il risultato era arrivato la sera stessa, in una telefonata che Sonia aveva ricevuto mentre Andrea era a casa con la febbre: «Suo marito ha un linfoma - avevano avvisato........

© L'Eco di Bergamo