«Non mi sento smarrito nel mio buio e la realtà a volte mi appare più chiara»
«Non mi sento smarrito nel mio buioe la realtà a volte mi appare più chiara»
LA STORIA. Alessandro Ricotta è non vedente: insegna storia e filosofia al Liceo Classico Sarpi. «Ora la tecnologia rende le cose più accessibili».
«La speranza - scrive Desmond Tutu - è poter vedere che c’è luce nonostante tutta l’oscurità». È questo il filo che attraversa il cammino di Alessandro Ricotta, non vedente, 50 anni, di Bergamo, in tutto ciò che fa: «C’è chi si sente smarrito al buio - spiega - per me invece è una condizione abituale, non mi crea alcuna ansia o confusione. Potrei dire perfino che in certe situazioni mi permette di avere una visione più chiara, più ampia della realtà». Alessandro insegna storia e filosofia al liceo classico statale Paolo Sarpi, in Città Alta, ed è proprio lì che lo incontriamo: un posto che per lui, negli ultimi vent’anni, è diventato come una seconda casa.
Nella sua cartella porta con sé una tastiera in braille, che gli fa da taccuino: uno strumento agile, efficiente, che contiene anche il suo registro personale, dove salva i file delle sue note. Le dita corrono sicure sui tasti, formando parole che Alessandro abita senza vederle.
Ci mostra anche un paio di occhiali con una piccola telecamera, che inquadra ciò che desidera leggere, e, prendendo un foglio sulla scrivania, ci spiega come funziona: una voce descrive le immagini e le parole che cattura. Basta puntare il dito per trasformare il testo in suono. Ai suoi piedi William, un labrador docile, dal manto dorato come il miele, resta immobile, con le orecchie tese, pronto a eseguire i suoi comandi. Per lui i corridoi del liceo, ormai, non hanno segreti.
Con tenacia e coraggio possiamo realizzare i nostri sogni, nonostante le difficoltà»
Con tenacia e coraggio possiamo realizzare i nostri sogni, nonostante le difficoltà»
«Sono cieco assoluto, è vero - sottolinea con un sorriso -. Ma vedo comunque un po’ di luce, distinguo il giorno dalla notte, e soprattutto grazie all’esperienza riesco a guardare attraverso le parole, i suoni, le storie che mi circondano». È non vedente dalla nascita a causa di un’amaurosi congenita di Leber, una rara malattia genetica che colpisce la retina. «Deriva da una mutazione genetica rara e provoca una disabilità visiva permanente - chiarisce con precisione -. I miei genitori si sono accorti subito che qualcosa non andava, perché non fissavo gli oggetti come fanno abitualmente i bambini. Mia mamma lo ha capito quando si è accorta che nel passeggino puntavo lo sguardo verso il sole».
Alessandro ha seguito una lunga trafila di visite mediche, controlli, persino un viaggio a Londra in un rinomato ospedale oculistico: la diagnosi purtroppo è stata inappellabile. Nonostante questo, il suo........
