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Dieci anni fa il sisma che devastò Amatrice. «Bergamo in prima fila nella solidarietà»

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25.08.2026

Dieci anni fa il sisma che devastò Amatrice. «Bergamo in prima fila nella solidarietà»

L’ANNIVERSARIO. Il tavolo tra Caritas, Provincia, Comune, Alpini e L’Eco si attivò subito per assistere la popolazione. Donato oltre un milione e inviati 300 container, l’Accademia dello Sport acquistò tre casette. L’impegno dei tifosi.

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Quei momenti concitati se li ricordano tutti. Il terremoto che devastò interi Comuni, i morti, i feriti, gli sfollati. E un paese diventato simbolo del disastro di dieci anni fa, Amatrice. Quel giorno, era la notte del 24 agosto 2016, un sisma di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino Centrale. Drammatico il bilancio. Morirono 299 persone (229 solo ad Amatrice) e oltre 40mila persero tutto: la casa, i ricordi di una vita fatta di sacrifici.

Arrivata la notizia, Bergamo non rimase ferma a guardare. Fu creato un tavolo di coordinamento per l’emergenza terremoto, a cui parteciparono Caritas diocesana, Provincia, Comune, Alpini, Cai e L’Eco. La solidarietà e la generosità dei bergamaschi fecero il resto: in poco tempo furono infatti raccolte donazioni per oltre 1 milione di euro, inviati 300 container e un pulmino che girava tra le 69 frazioni di Amatrice. Ma non è tutto: protagonisti negli aiuti furono anche l’Accademia dello Sport per la Solidarietà, che acquistò tre case mobili a sostegno della popolazione locale, i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Anche i tifosi dell’Atalanta fecero la loro parte: una delegazione di ultras guidata dal «Bocia» Claudio Galimberti a poche settimane dal terremoto andò in visita ad Amatrice per portare aiuti e lavoro. E il segno di Bergamo è pure in uno dei simboli della ricostruzione: la realizzazione del nuovo ospedale di Amatrice è diretta da un team di ingegneri e tecnici bergamaschi appartenenti alla «Ets spa» di Villa d’Almè.

Don Claudio Visconti: «Me lo ricordo benissimo, arrivai lì subito dopo il terremoto. Fummo subito invitati dall’allora Vescovo di Rieti, Domenico Pompili, per coordinare gli aiuti provenienti dalle Caritas di tutta Italia. Ci muovemmo su alcune linee: la fase di emergenza, per portare cibo e dare un tetto alle persone........

© L'Eco di Bergamo