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Infortuni sul lavoro, un anno nero: 12.710 denunce e ben 22 morti in Bergamasca

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05.02.2026

IL REPORT DELL’INAIL. Quattro vittime in più rispetto al 2024: l’edilizia resta il settore più a rischio, ma 15 incidenti mortali «in itinere». I sindacati: l’opera di prevenzione non è ancora abbastanza.

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Lo stillicidio è senza sosta. Prosegue anno dopo anno con minime variazioni, ma mai con un radicale cambiamento positivo, e lascia sul campo tante, troppe vittime. Sul fronte degli infortuni sul lavoro, il 2025 è stato pesante per Bergamo. Soprattutto nella contabilità più tragica, quella dei decessi: 22 persone sono uscite di casa per lavorare e non hanno fatto più rientro.

Delle 22 segnalazioni presentate all’Inail, 7 riguardano decessi nell’ambito dell’attività lavorativa (in azienda, sul cantiere...), mentre le altre 15 sono legate ai decessi definiti come «in itinere», cioè le morti avvenute nel tragitto casa-lavoro o lavoro-casa

Il fenomeno si staglia nitido nei dati diffusi dall’Inail. Appunto, le denunce per infortunio con esito mortale in Bergamasca sono state 22, quattro in più del 2024: in questo triste saliscendi, si è di nuovo tornati sui livelli già toccati nel 2021 e nel 2023, mentre le «morti bianche» erano state di meno nel 2022 (17) e 2019 (20), solo per guardare al recente passato. Bergamo, tra l’altro, è in controtendenza rispetto alla media regionale, che segna invece una flessione (164 «mortali» in Lombardia nel 2025) tale da riportare uno dei bilanci più contenuti........

© L'Eco di Bergamo