Emergenza caldo, arrivano i «cold spot»
Emergenza caldo, arrivano i «cold spot»
LA NOVITÀ . Ciascuna Asst individuerà un punto di assistenza per chi ha dei sintomi correlati al clima torrido. L’obiettivo: non intasare i Pronto soccorso. Sul coordinamento tirata d’orecchie di Bertolaso ai manager sanitari.
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Il clima è rovente, a tratti infuocato. Vale per il meteo, ovviamente, ma pure per le riunioni tra i vertici della sanità. I temi sono strettamente connessi: giovedì 9 luglio Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, ha convocato una «videocall» con le figure apicali delle Ats, delle Asst e dei pronto soccorso lombardi per fare il punto sull’impatto dell’ondata di caldo, e l’aria s’è fatta elettrica.
La tirata d’orecchie di Bertolaso
Dapprima, l’ex capo della Protezione civile ha alzato i toni per evidenziare alcune criticità segnalate in Brianza, tra lunghe attese (i malati «parcheggiati» nelle barelle) e poco coordinamento tra le strutture nel redistribuire i malati. Poi la tirata d’orecchie (eufemismo) è diventata più generalizzata quando Bertolaso ha ricordato l’ormai imminente tornata di nomine (quasi tutti i mandati dei direttori generali sono in scadenza a fine anno) e ha detto ai manager di «lamentarsi con i vostri politici» (perché, appunto, il totonomi ha uno stretto rapporto con i partiti) in caso di malumori. La presa di posizione ha suscitato reazioni nel mondo della politica.
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«Abbiamo letto l’attacco dell’assessore regionale Guido Bertolaso ai manager della sanità lombarda. Una presa di posizione che francamente ci ha stupito e ci lascia alquanto perplessi – dicono Marco Osnato, presidente della 6ª Commissione Finanze della........
