menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Nonna di Sarnico ricorda il voto alle donne nel 1946: «Partecipare, che emozione»

9 1
08.02.2026

LA TESTIMONIANZA. Elisabetta Gervasoni, 103 anni, ricorda la sua prima volta alle urne ottant’anni fa: «Eravamo tantissime e felici. Non ho mai perso una votazione».

Accedi per ascoltare gratuitamente questo articolo

Le vecchie schede elettorali chissà dove sono finite. «Non ce le ho più», dice. Ma mentre sfoglia le foto in bianco e nero custodite tra le pagine dell’album del matrimonio, l’abito bianco con «la coda» nonostante il 6 giugno 1942 fosse tempo di guerra, Lisa Gervasoni ricorda bene anche il momento in cui, quattro anni più tardi, per la prima volta si recò alle urne per scegliere tra monarchia e Repubblica, ed eleggere l’Assemblea costituente.

«Al referendum del 1946 scelsi la monarchia e poi votai per la Dc», racconta dal soggiorno vista lago al quarto piano dello storico condominio «Riviera» di Sarnico, realizzato dal fratello Carlo e utilizzato prima come casa vacanze e poi come residenza stabile dal 2010.

«Mi sono sempre interessata alla vita politica: all’epoca c’erano le tribune politiche per strada. E io le seguivo sempre. Il 2 giugno 1946 andai a votare: c’erano tantissime donne»

Classe 1922, all’epoca aveva 24 anni e da cinque era già sposata con il ragusano Giuseppe Criscione, ispettore del demanio e capitano di fanteria. «Servì la firma di mio padre per autorizzare il matrimonio», tiene a precisare, dato che all’epoca la maggiore età arrivata al compimento dei 21 anni. Dal loro matrimonio sono nate le figlie Rosalba e Giovanna, che a loro volta le hanno dato quattro nipoti.

«Vivevo in piazza Umberto I, in un appartamento. Sotto mia madre che vendeva i giornali: andavo io a prendere le carte bollate e così conobbi mio marito, che era a Sarnico come procuratore all’Ufficio del Registro. Mi sono sempre interessata alla vita politica: all’epoca c’erano le tribune politiche per........

© L'Eco di Bergamo