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La guerra in Iran lascia molte ferite aperte

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17.06.2026

Ce ne vuole per uccidere gli esseri umani, ha scritto Frank McCourt nel libro Le ceneri di Angela. Per quanto macabra sia questa frase, McCourt si riferiva alla resistenza delle persone, che riescono a sopportare ogni sorta di povertà e violenza, e sopravvivere a tutto. Ma l’altro aspetto di questa capacità umana di tollerare il dolore è che finiamo per normalizzare tutto quello che ci viene inflitto. È sconcertante come la guerra – all’inizio scioccante e intollerabile – diventi in breve tempo una realtà di fatto. Pochi conflitti lo hanno dimostrato in modo più lampante della guerra contro l’Iran.

Per mesi è stato tutto un susseguirsi di attacchi di basso profilo, retorica altalenante e annunci di cessate il fuoco. Per la vita delle persone questa crisi politica ha significato gravi privazioni e uno stravolgimento della quotidianità.

Ora c’è un accordo di pace, ma bisogna tenere presente cosa lo ha preceduto. Solo nell’ultima settimana il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato attacchi contro l’Iran e ha espresso il desiderio di conquistare l’isola di Kharg, dove passa il 90 per cento delle esportazioni di petrolio iraniano. Ha anche annunciato prematuramente che gli Stati Uniti avevano concluso la guerra contro l’Iran con “un grandioso accordo”.

Dopo l’annuncio, i mercati hanno avuto la loro solita oscillazione, ma tutti noi che non abbiamo investimenti in futures petroliferi possiamo essere perdonati se non abbiamo avuto reazioni di fronte alla pace imminente: il presidente statunitense aveva già fatto questa stessa promessa quasi quaranta volte. Negli ultimi mesi Trump ha ripetutamente detto in varie conferenze stampa, post sui social media e interviste: “Rilassatevi, è quasi finita”. Ma che non fosse affatto finita lo si può intuire facilmente da tutti gli attacchi e contrattacchi che hanno colpito la regione, dalla chiusura dello stretto di Hormuz, dalle turbolenze economiche a livello mondiale e dalla destabilizzazione del Medio Oriente in particolare.

Proprio mentre Trump parlava di pace, la gente subiva i danni collaterali della situazione. I paesi arabi........

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