Quattro anni fa Valerio Beccaro morì sul lavoro. I familiari: «Ora giustizia»
Quattro anni fa Valerio Beccaro morì sul lavoro. I familiari: «Ora giustizia»
Il cinquantacinquenne geometra di Livorno morì sul lavoro cadendo dal tetto del centro di Poste: parte della struttura collassò. A gennaio verrà discussa la seconda richiesta di archiviazione
LIVORNO. «Sono trascorsi quattro anni e per la morte di Valerio non è iniziato neanche il processo. Una vicenda grave come questa merita giustizia». Il 2 settembre 2022, esattamente quattro anni fa, il geometra livornese Valerio Beccaro è morto a 55 anni dopo essere precipitato dal tetto del centro di distribuzione di Poste italiane a Ponsacco, in provincia di Pisa.
La famiglia, con il fratello Daniele, chiede di essere ascoltata in tribunale. Vuole che il caso non si concluda definitivamente con l’archiviazione. A gennaio, infatti, in tribunale verrà discussa l’opposizione (la seconda) formalizzata dai parenti, assistiti dagli avvocati Luana Dettori e Ugo Boirivant, nei confronti delle dieci persone indagate, che il pubblico ministero pisano Fabio Pelosi non ritiene debbano andare a giudizio. «Non aver analizzato e approfondito un argomento rilevante come quello di una morte dopo un incidente sul lavoro, è un danno per tutta la comunità», sostiene Daniele Beccaro. Il familiare, parlando a quattro anni dal dramma, ricostruisce le diverse valutazioni tecniche emerse durante l’inchiesta. Da una parte ci sono i tecnici del dipartimento di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl Toscana nord ovest, Andrea Pugliese e Stefano Taddei, che secondo quanto riferito dalla famiglia «hanno ritenuto che l’incidente fosse........
