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Livorno, riaperto il ponte collassato sulla Fi-Pi-Li: stop ai Tir e limite a 30 chilometri orari

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10.03.2026

Livorno, riaperto il ponte collassato sulla Fi-Pi-Li: stop ai Tir e limite a 30 chilometri orari

La ripresa, annunciata prima per martedì 10 e poi per mercoledì 11 marzo, è tornata alla quasi normalità alle 17. Per il passaggio dei camion e degli yacht al di sotto bisognerà ancora attendere

LIVORNO. È stato riaperto con il limite di velocità a 30 chilometri orari e – come anticipato dal Tirreno – lo stop ai mezzi pesanti il ponte collassato sulla Fi-Pi-Li in ingresso alla Darsena Toscana. La Città metropolitana di Firenze, alle 17 di martedì 10 marzo, con il dirigente Francesco Ciampoli ha firmato un atto per gestire in sicurezza il traffico durante le operazioni di rimessa in sesto del viadotto dopo il cedimento di venerdì scorso.

L’obiettivo, ora, è renderlo quanto prima percorribile per i Tir diretti al porto (il limite ora è di 3,5 tonnellate, quindi assai lontano da prevedere il transito dei camion) e transitabile, al di sotto, per gli yacht in entrata e in uscita dal canale dei Navicelli, che resta isolato visto che l’impalcato a causa della rottura non potrà essere riparato prima di una settimana. Nel frattempo i camion passano dal vicino ponte di viale Mogadiscio, prima solo un’alternativa d’emergenza e ora l’unica.

La struttura era stata riallineata in meno di 48 ore dopo il cedimento del sistema di apertura grazie alle tre grandi autogrù dell’azienda “Bettarini”, ma prima della riapertura completa sono necessarie ulteriori verifiche. «Esprimo grande soddisfazione per il lavoro di squadra portato avanti in questi giorni con determinazione ed efficacia», commenta Emma Donnini, consigliera della Città metropolitana di Firenze con delega alla Fi-Pi-Li e sindaca di Fucecchio. «L’operazione è stata possibile perché la struttura non ha subito deformazioni critiche». Una scelta necessaria, quella della limitazione sotto le 3,5 tonnellate, per consentire i lavori sotto l’impalcato, dove dovranno essere montati ponteggi e ricostruite alcune carpenterie metalliche. In parallelo inizierà la fase dedicata alla riparazione del meccanismo di apertura del ponte, elemento fondamentale per garantire il passaggio delle imbarcazioni lungo il canale dei Navicelli.

Si attende la fabbricazione della piastra e del pistone, mentre la rottura – avvenuta «di taglio», in modo improvviso, come spiegato dall’ente – ha riguardato la cerniera. Il collegamento rappresenta un nodo strategico per il porto labronico e il sistema della cantieristica navale toscana: attraverso il canale artificiale, infatti, gli yacht costruiti nei cantieri pisani raggiungono il mare passando dallo Scolmatore e dalla Darsena Toscana, che è la principale area container del porto (e fra le più importanti d’Italia e del Mediterraneo) e, proprio per tutelarne il patrimonio e ridurre al minimo i disagi, dal 10 marzo Tdt – la società che ce l’ha in concessione – ha anticipato l’apertura dei varchi alle 6 per l’export già prenotato.

Il collasso era stato provocato dalla rottura di una delle due cerniere del sistema di sollevamento del ponte, un cilindro d’acciaio di circa 30 centimetri di diametro inserito in un alloggiamento metallico. Si tratta di una rottura definita «fragile», che può avvenire – secondo la Città metropolitana – senza segnali premonitori. Le cause sono ancora in fase di accertamento. Nel frattempo tecnici e istituzioni stanno lavorando per limitare i disagi alla viabilità e ridurre l’impatto sull’attività del porto e dei cantieri navali. Nei prossimi giorni, dopo le verifiche strutturali, sarà possibile stimare con maggiore precisione i tempi necessari per il completo ripristino della funzionalità del ponte. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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