Livorno, il Cristo che incantò New York relegato in un angolo del Duomo
Livorno, il Cristo che incantò New York relegato in un angolo del Duomo
L’opera di Beato Angelico, sconosciuta a tanti, dimenticata e mai valorizzata
LIVORNO. C’è un’opera, nel Duomo di Livorno, che il Metropolitan Museum ha ritenuto degna di una mostra monografica, che Roberto Longhi ha attribuito a uno dei nomi più alti del primo Rinascimento fiorentino, che è stata rubata, ritrovata, restaurata, esposta a Colonia davanti a centinaia di migliaia di giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù. E che, oggi, nella sua città, che è anche la nostra, sta in un angolo del Duomo, illuminata male, con accanto un pannello ormai ingiallito e fermo al 2006.Si chiama Cristo coronato di spine, tempera e oro su tavola, 55 per 39 centimetri. È attribuita al Beato Angelico, uno dei vertici della pittura del Quattrocento, di proprietà della parrocchia di Santa Maria del Soccorso, e si trova attualmente nel Duomo della città di Livorno.La donazione del 1837La vicenda dell’attribuzione meriterebbe da sola un libro.Riassumendo, il dipinto arriva a Livorno nel 1837 attraverso il mercato antiquario, donato alla parrocchia da Silvestro Silvestri. Per decenni viene classificato genericamente come “Scuola di Giotto”, finché nel 1928 Roberto Longhi lo attribuisce al Beato Angelico, datandolo al 1430-35 e accostandolo al Tabernacolo dei Linaioli (studi successivi propongono invece il 1438).Il furto durante la guerraDurante la guerra, l’opera viene trafugata. Ritrovata, torna alla luce solo nel 1955, esposta come opera certa del maestro alla grande mostra al Museo di San Marco accaduta allora.Il tour........
