Smartphone, tablet e social: come proteggere i bambini – Cosa dicono i pediatri
Smartphone, tablet e social: come proteggere i bambini – Cosa dicono i pediatri
Le linee della Società di pediatria arrivano sui banchi del consiglio comunale. Il primario Roberto Danieli: «Niente cellulare sotto i due anni e non compratelo prima dei 13. Vietare non è la soluzione definitiva perché il digitale ormai fa parte della nostra vita»
LIVORNO. Il cellulare piazzato tra il piatto e il bicchiere mentre il bambino mangia. O peggio ancora attaccato al maniglione del passeggino, con i video che scorrono a gogo, quando non è neppure in età da asilo. Ormai ci sono decine di studi che mettono in guardia le famiglie sui rischi e sui danni che derivano da un uso eccessivo o incontrollato di smartphone e dispositivi digitali, sia in età pediatrica che adolescenziale. E forse non esagera chi dice che proprio la gestione dei cellulari è oggi il lavoro più difficile per chi si esercita nel bellissimo ma delicato, e quasi mai semplice, mestiere di genitore. La Società italiana di pediatria ha appena aggiornato le regole per un uso più corretto possibile di questi strumenti, sulla base della letteratura scientifica recente. Con una convinzione di fondo: “Ogni anno senza digitale è un investimento per la salute”. Se l’uso arriva troppo presto o troppo spesso, il rischio, dimostrato, è di influenzare il sonno, la salute (miopia, sovrappeso), l’attenzione e l’apprendimento (con anche ritardi nel linguaggio), l’umore, la capacità di relazionarsi con gli altri, senza contare il capitolo della sicurezza online, tra contenuti non appropriati e cyberbullismo. Le ultime linee guida della società dei pediatri sono chiare: evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni e rinunciare almeno fino a quell’età all’acquisto di uno........
