Il ricordo di Marco Benvenuti, simbolo di tenacia: la scalata imprenditoriale, la sua Libertas e la lotta alla malattia – «Ora tutti insieme per lui»
Il ricordo di Marco Benvenuti, simbolo di tenacia: la scalata imprenditoriale, la sua Libertas e la lotta alla malattia – «Ora tutti insieme per lui»
Figlio dell’ex sindaco di Livorno Roberto, era emigrato in America e con la sua Duetto aveva lavorato per i grandi player mondiali del turismo: negli ultimi anni aveva coronato il sogno di diventare presidente della Libertas
LIVORNO. Marco Benvenuti è stato un sognatore, un visionario, un rivoluzionario. Ha sognato l’America e l’ha conquistata, lasciando negli anni dell’università, Livorno, la famiglia, gli amici, gli studi in scienze politiche, la vita agiata che lo aspettava da figlio di ex sindaco e senatore della Repubblica, ed è ripartito da zero, laureandosi con lode nel Nevada e specializzandosi alla Cornell University.
Il successo lavorativo
Ha lavorato per i grandi player mondiali del turismo, Four Seasons, Expedia, Caesars e Wynn, e da quell’angolazione ha visto prima e meglio degli altri oltre all’orizzonte del tour operating online, ha raccolto finanziamenti per 120 milioni di dollari da investitori privati, grazie ai quali ha inventato e creato un software che oggi usano oltre seimila grandi hotel e casino di tutto il mondo, vendendo poi la società che aveva fondato e la licenza della sua creatura per alcune decine di milioni a fondi di private equity.
Il suo modo di essere “Pres”
Ha rivoluzionato il modo di fare il presidente di una società di serie A, cancellando qualunque filtro, distanza, intermediario tra sè e i tifosi, tutti i tifosi, dando il suo numero di telefono e i suoi contatti social a chiunque volesse interagire con lui e rispondendo ogni santo giorno a centinaia di messaggi, come fosse ancora il compagno di scuola del liceo classico Niccolini Guerrazzi o il capo dei North Pride, i tifosi organizzati del Don Bosco di cui non si perdeva una partita, e non il business man che a Las Vegas viveva in una casa grande quasi quanto un campo di calcio, che aveva i biglietti a bordo campo per le finals Nba dei Golden State Warriors e Wnba delle sue amate Aces, che ha donato un milione di dollari in borse di studio agli allievi dell’Università del Nevada, perché “questo posto mi ha dato la comprensione e gli strumenti per avere successo e voglio che i nuovi studenti abbiano la mia stessa opportunità”, che ha una targa a suo nome nella Hospitality Hall di uno dei più prestigiosi college americani specializzati in turismo proprio a fianco di quella dedicata ai suoi fondatori.
La lotta alla malattia
Marco Benvenuti è stato anche un guerriero. Ha combattuto contro una rara........
