Livorno, il “manifesto” dei docenti contro violenza e repressione a scuola
Livorno, il “manifesto” dei docenti contro violenza e repressione a scuola
Al Nautico il collegio vota e approva il documento: al centro empatia e relazioni con gli alunni
LIVORNO Un manifesto condiviso delle relazioni. Dieci punti contro la forza, la violenza e la repressione. Una bandiera di empatia contro l’apatia. Di motivazione contro la logica del voto senza incoraggiamento. Del rapporto disciplinare senza un perché. Delle barriere tra docenti e studenti. Senza nulla togliere all’autorevolezza. Una bandiera che sventola, da qualche giorno ufficialmente, sopra l’istituto Nautico Cappellini: i prof della scuola che forma alle professioni del mare votano il modello di “Benvenuti a bordo”.Così si chiamano questi “dieci comandamenti scolastici” come risposta concreta agli episodi sempre più violenti che si verificano nel mondo scuola, come quello dei giorni scorsi in quel di Bergamo. Come reazione immediata a chi pensa di rimediare con forze dell’ordine e repressione.Gli insegnanti del Cappellini, una sessantina, uniti, votano il “manifesto” all’interno del collegio docenti. E il suo promotore, il prof Giovanni Stellati insegnante di religione da 20 anni alla scuola di piazza Giovine Italia vorrebbe che ogni istituto scolastico ne stilasse uno. Figlio di rispettivi bisogni e dinamiche. «Mi piacerebbe potesse essere di stimolo per le altre scuole. Da una scuola lontana a una scuola più vicina», fa la cornice prima di entrare nei dieci punti.L’ultimo punto, il più importante, così recita: “Vivere la consapevolezza che la nostra “mission” è quella costituzionale della formazione dell’uomo e del cittadino. Siamo consapevoli del fatto che aiutare i nostri alunni a diventare persone belle e sane, è una continua sfida”.Una missione non da poco. «Qui al Nautico, grazie alle tante uscite in barca, ai programmi Erasmus, c’è una bella relazione tra docenti........
