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Livorno, dentro casa Rodocanacchi: la specchiera “dorata”, i carretti, gli infissi - «Qui rivive la storia»

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12.07.2026

Livorno, dentro casa Rodocanacchi: la specchiera “dorata”, i carretti, gli infissi - «Qui rivive la storia»

La cornice decorata è alta oltre tre metri. Pera (Reset): «Forse tra i pregiati arredi della villa»

LIVORNO. La specchiera dorata. Resta una cornice decorata, spettacolare, alta oltre 3 metri, larga quasi 1,50 metri, nascosta tra pile di porte e finestre d’epoca. Immaginarsela nella sua interezza (oggi manca lo specchio), magari nel salone al primo piano, quello nobile, a riflettere il conte Pandely Rodocanacchi, la sua famiglia, le serate di gala e fasti della Bella Èpoque. Con la nobiltà del tempo che fu a fare salotto e poi magari a frescheggiare sulla veranda artistica famosa per quel sorprendente caso di giapponismo italiano del suo pavimento (oggi in abbandono come la storica dimora che è murata e offlimits per ragioni di sicurezza). Rileggerne la storia che getta le sue radici nel ’600: il conte e console greco Pandely aveva comprato nel 1843 dal commerciante Giovanni Grant la villa che i conti Sceriman, ricchi mercanti armeno persiani, avevano costruito nel 1636. Il suo parco di 11 ettari di Monterotondo - proprietà della Asl che qui fino al 1995 aveva il suo centro direzionale - continua a regalare meraviglie all’associazione Reset. A quei volontari che da 3 anni ne stanno riportando in vita la storia. Nei giorni scorsi, inaspettatamente, negli annessi tra la........

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