Benvenuti nel nuovo disordine progressista: da Mamdani a Conte e Vannacci, abbracciare gli oppressori significa distruggere l’Occidente
C’è una certa area progressista internazionale (da Mamdani e la sua amministrazione arrivando a buona parte del nostro campo largo) che sta disegnando un possibile nuovo (dis)ordine mondiale. Le autocrazie vengono riabilitate come interlocutori autorevoli, i nemici della libertà trattati come compagni di lotta, e i regimi più omofobi e misogini del pianeta vengono abbracciati come se portassero bandiere arcobaleno.
Il caso di Ana María Archila, responsabile degli Affari Internazionali del sindaco di New York, è perfetto. Immigrata dalla Colombia, laureata in arte come tante figlie della borghesia che si formano con quelle idee parassitarie anti-occidentali tipiche di certe università, lesbica dichiarata con due figli, ha organizzato un incontro con l’ambasciatore iraniano proprio mentre le relazioni tra Washington e Teheran erano al minimo storico. In Iran l’avrebbero impiccata solo per il suo orientamento sessuale. Ma evidentemente per lei e per il suo sindaco non era un problema. Mamdani e la sua cerchia (soprattutto sua moglie con post sui social pro 7 ottobre) hanno mostrato più di una simpatia per il fronte che include Hamas. E Hamas (cioè un proxy iraniano), come è noto, riserva agli omosessuali un trattamento infallibile: il volo dai tetti. Funziona. Nessuno infatti torna indietro a commettere atti contro i valori islamici una volta che ha fatto quella fine. Nel pieno di una........
