Combattere la Grande Stagnazione del Pensiero iniziando a pensare “in piccolo”, la politica smetta di lisciare il pelo all’elettorato
Per misurare l’assurdo cortocircuito in cui siamo immersi, bastano le due immagini speculari di ieri. Da una parte Donald Trump, l’uomo alla guida della prima superpotenza del pianeta, che risponde al suo telefonino privato a un giornalista di La7 e, con la nonchalance di una chiacchierata al bar, spara un paio di cazzate su Giorgia Meloni. Mentre a Chicago, in contemporanea, Barack Obama celebra la nascita del suo nuovo Presidential Center, alla presenza delle stazzonate leadership progressiste, intente unicamente a piacersi, celebrarsi e parlarsi addosso, lontane anni luce dalle strade dove la gente vive e fatica. In questa doppia, grottesca istantanea c’è una perfetta rappresentazione delle classi dirigenti dell’Occidente contemporaneo, spaccato a metà tra un populismo sguaiato, puramente transazionale, e l’autoreferenzialità estetica di élites che si specchiano nella loro bolla, mentre intorno a noi sta letteralmente cambiando tutto.
L’intelligenza artificiale non sta semplicemente riscrivendo i mercati, ma ridisegna il mondo e la natura stessa degli esseri umani: questo dovrebbe essere chiaro a chiunque. È una mutazione storica e antropologica che impone un radicale........
