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Addio a Dalla Casa, uomo di pace: "Ha saputo dire no al nazi-fascismo"

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09.04.2026

Otello Dalla Casa è deceduto a 101 anni. A sinistra, una foto durante la detenzione del campo di concentramento nazista di Grunhain, in Sassonia

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L’ultimo sopravvissuto bolognese a Grünhain scompare a 101 anni: addio ad Otello Dalla Casa. Originario di Medicina, da militare, rifiutò di arruolarsi nelle fila della Repubblica di Salò e quindi internato nel campo di concentramento tedesco dal ‘43 al ‘45. Fu poi insignito della medaglia d’oro al valore della Repubblica per il coraggio dimostrato. "Testimoniò con la sua scelta che era possibile rifiutare la dittatura nazi-fascista. Per lui libertà e democrazia, sono state le cifre distintive di una lunga vita", sottolineano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, ricordandolo. Soldato del 63esimo reggimento Fanteria, fu catturato il 10 settembre 1943, due giorni dopo l’armistizio, e condotto in Germania dove vi rimase fino al luglio 1945.

"Ha dedicato parte della sua vita a incontrare studentesse e studenti per raccontare, nell’ambito di progetti didattici di memoria storica, la sua esperienza nel lager nazista. Il suo grande impegno resterà una guida per tutti noi – aggiungono de Pascale e Allegni –. A lui e al suo esempio va, anche a nome della giunta, la nostra profonda gratitudine. Ai suoi cari l’abbraccio di tutta la comunità emiliano-romagnola". Al cordoglio per Dalla Casa si è unito anche il deputato del Partito Democratico, Andrea De Maria: "Impegnato nella vita civile della nostra comunità. Sempre fedele agli ideali di libertà e democrazia che ha difeso dal nazismo e dal fascismo".

"Medicina è orgogliosa di essere stata il luogo di nascita e formazione di Dalla Casa. Se ne va uno degli ultimi testimoni delle atrocità della Seconda Guerra Mondiale, un appartenente a quella generazione che dalla terribile esperienza della guerra ha voluto costruire un futuro di pace e prosperità. Oggi dobbiamo essere in grado di raccogliere il testimone", dichiara l’assessore alla Cultura di Medicina, Enrico Caprara. "Bologna piange Otello Dalla Casa. Con lui scompare uno degli ultimi testimoni di una delle pagine più buie dell’Europa e del nostro Paese – si unisce al cordoglio il sindaco Matteo Lepore –. La sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, a costo di rimanere dal settembre del 1943 al luglio 1945 nel campo di concentramento di Grünhain in Germania, è rimasto un esempio nella storia del movimento contro la dittatura nazi-fascista. Così come il suo impegno, negli anni successivi, nel trasmettere la sua esperienza nel lager nazista ai ragazzi delle scuole. Il cordoglio mio e dell’amministrazione comunale alla famiglia e a chi, insieme a lui, ha condiviso in questi anni l’impegno per mantenere viva la memoria dell’orrore nazi-fascista".

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