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Torino tra ferite e connivenze: dalle lotte operaie alle Br ai No Tav. Il caos nel silenzio della borghesia

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02.02.2026

Torino, 2 febbraio 2026 – Dalla Resistenza alle lotte operaie, dalle Brigate Rosse agli scontri sulla Tav fino alla mobilitazione dei centri sociali come Askatasuna. Torino ha sempre avuto un cuore che batte sulle strade, un’irrequietezza civile facile allo sbando. Nessuno è rimasto sorpreso dalla nuova guerriglia di sabato al calare del buio. A meravigliare semmai è il bilancio rincuorante della giornata, c’era chi si aspettava una nuova Genova 2001.

Sorprendenti sono invece le parole di Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte, all’apertura dell’anno giudiziario: “C’è un’area grigia di matrice colta e borghese che rispetto alle violenze degli antagonisti nutre un atteggiamento di benevola tolleranza». Per capirci: la cosiddetta upper class che mangia biologico e non rinuncia ai sandali tedeschi fino a ottobre, che non studia a caso e va in vacanza a Panarea sulla barca del papà notaio, darebbe una «lettura compiacente» di quelle violenze, cercando di arrivare a una........

© il Resto del Carlino