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Delitto Legari, via al processo: "Quel giorno era in campagna. Mi ha detto: devo fare i conti"

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03.03.2026

In aula parla un’amica dell’imprenditore scomparso a Lesignana nel luglio del 2023. E’ forse l’ultima persona ad averlo sentito telefonicamente: "Stava bene, era sereno".

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"Era in campagna quel giorno, in un luogo dove c’erano delle more. Me lo ha detto perchè durante la telefonata stava mangiando more. Mi ha detto che doveva fare i conti e che aveva finito il lavoro: era scontato quindi che dovesse incontrare i proprietari". E’ stata una testimonianza chiave, ieri, quella resa in aula dall’amica di Salvatore Legari, l’imprenditore edile scomparso misteriosamente dal cantiere di Lesignana il 13 luglio del 2023. A processo per l’omicidio dell’imprenditore – seppur il corpo non sia mai stato trovato – c’è il sassolese Alex Oliva, 39 anni: colui che commissionò i lavori alla vittima. Secondo l’accusa l’imputato avrebbe ucciso Legari dopo che l’imprenditore gli aveva chiesto, quello stesso giorno, di pagarlo per le opere svolte nella sua proprietà. Dopo la compagna dell’imprenditore, sentita nel corso della precedente udienza ieri mattina il procedimento è entrato nel vivo. Teste dell’accusa, appunto, l’amica stretta dell’imprenditore e l’ultima ad aver sentito Legari quel giorno, intorno alle 16. Una conversazione tranquilla, come sempre, ha spiegato.

"Quando ci siamo sentiti, era nel cantiere di Lesignana – ha ribadito. Ha fatto riferimento ad una bambina, ad una ‘principessa’ ed io ho supposto fosse la figlia dei proprietari, seppur Salvatore non me lo abbia esplicitato – ha chiarito dinanzi alle domande della difesa, nella persona dell’avvocato Edoardo Salsi, che rappresenta l’imputato insieme al collega Luca Brezigar. La teste ha spiegato poi di aver ricevuto una telefonata, cinque giorni dopo la scomparsa di Legari di un collega dell’imprenditore, un ‘socio’ in affari, in sostanza, al quale Legari doveva dei soldi. "Rimasi male quando sentii la sua richiesta – ha spiegato.- Sapendo che avevo le chiavi di casa di Salvatore, mi ha chiesto se avesse potuto prendere la sua moto come una sorta di garanzia fino a che Salvatore non gli avesse effettuato il pagamento. Udendo il mio tono, ha subito capito di aver fatto una ‘uscita infelice’ e di avermi provocato uno choc emotivo forte – ha rimarcato la donna. Era una persona che non conoscevo e ciò che mi colpì è proprio il fatto che mi stava chiedendo una cosa personale di Salvatore a cinque giorni dalla scomparsa". In aula, ieri, è emerso come la vittima avesse diversi debiti da saldare in quei giorni; circostanza già trapelata nel corso delle indagini. Infatti successivamente, nel primo pomeriggio è stata sentita anche la vicina di casa che ha confermato come quel giorno Salvatore Legari dovesse saldare duemila euro di arretrati per l’affitto. La sera della scomparsa Legari avrebbe dovuto raggiungere i figli, nel reggiano per consegnare loro denaro per la scuola guida alla figlia. Avevano provato a contattarlo più volte ma Legari risultava irreperibile. I difensori dell’imputato, avvocati Edoardo Salsi e Luca Brezigar hanno sempre ribadito l’estraneità rispetto al fatto contestato del loro assistito e la sussistenza di possibili ipotesi alternative.

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