Biglietto sull’autobus, sbaglia a obliterare: multa a una pensionata
La multa ricevuta dalla donna di 76 anni era di 77 euro
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Modena, 13 marzo 2023 – Sono salita sull’autobus e subito ho infilato il mio biglietto nella fessurina della macchinetta. Ho sentito il ‘solito’ rumore e, tranquilla, l’ho riposto in tasca. Poco dopo, però, sono salite a bordo del bus due addette al controllo che, visionato il mio biglietto, mi hanno multato di 77 euro, sostenendo che quel ticket non era stato vidimato. Come potevo sapere che a bordo c’erano due macchinette, una per i ‘vecchi’ biglietti e una per quelli nuovi? Sono per questo caduta in errore e per quel verbale sono stata davvero male". E’ la vicenda accorsa ad una pensionata modenese di 76 anni, Anna Baldaccini alla quale Seta – verificata la situazione – ha poi annullato il verbale.
L’appello della pensionata
L’appello della signora rivolto all’azienda è quello, però, di valutare caso per caso nel corso di eventuali controlli: non tutti sono in malafede – sottolinea. L’episodio si è verificato lo scorso lunedì. "Ero andata ad acquistare un biglietto alla stazione delle corriere: ho visto che era diverso dal solito, più ‘nuovo’ – spiega la donna. Quando è arrivato il 7, sono montata sull’autobus: ero diretta all’ospedale. Davanti a me c’era la ‘solita’ macchinetta e io ho inserito il mio biglietto nella fessurina. Ho sentito il ‘solito’ rumore e, tranquilla, ho riposto il biglietto in tasca. Dopo un po’, quando il bus si è fermato sono salite due ragazze e un signore, un gruppo di controllori insomma. Ero in piedi e quando sono arrivate verso di me, ho consegnato loro il biglietto e me lo hanno restituito. Ho visto che scrivevano, mi hanno chiesto i documenti ma subito non capivo il motivo e ho pensato: staranno controllando. Ho iniziato ad andare nel panico e dopo mi hanno fatto firmare, presentandomi questo verbale da 77 euro e affermando che non l’avevo obliterato".
“Perché non mettere le macchinette nuove davanti?”
"Ma io – continua la donna – ho spiegato di aver obliterato in quello all’inizio; non mi ero accorta dell’esistenza di una seconda macchinetta dove il biglietto va passato sotto. Allora perchè non hanno messo quello nuovo davanti? Così mi hanno indotto in errore". La pensionata fa presente come, tra l’altro, in tasca avesse un secondo biglietto acquistato poco prima per salire su un altro bus e come il ticket risultasse ancora valido. "Scadeva alle 12.29 e il verbale me lo hanno fatto mezz’ora prima. Lo avevo in tasca, non ci avevo pensato perché ero sinceramente andata nel panico. Non stavo andando a divertirmi al Policlinico ma perché ho problemi di salute: voglio essere autonoma e cerco di non chiedere ai figli ma servirebbe più comprensione per le persone come me – sottolinea.
Seta: “Il personale di verifica ha agito correttamente”
"Nel caso della signora Baldaccini il personale di verifica ha agito correttamente e non ha fatto altro che applicare le regole vigenti sui mezzi pubblici – affermano da Seta. La verifica dei titoli di viaggio non può avere elementi di discrezionalità, ed il verificatore che rilevi un passeggero sprovvisto di un valido titolo di viaggio non può esimersi dal sanzionarlo. A tutela dell’utente, chi ritenga di essere stato sanzionato ingiustamente può sempre presentare ricorso: la procedura è eseguibile gratuitamente ed in pochi minuti compilando l’apposito modulo presente sul sito di Seta – fanno presente dall’azienda, spiegando come sia sempre possibile inviare anche una lettera cartacea per posta ordinaria. Mercoledì – continuano dall’azienda - la signora Baldaccini ha contattato telefonicamente l’ufficio sanzioni di Seta, che ha già preso in carico la pratica ed ha verificato che al momento della sanzione la signora era effettivamente in possesso di un biglietto valido, che però non è stato esibito ai verificatori dando così origine e legittimazione alla sanzione. Oggi (ieri, ndr) la signora Baldaccini è stata contattata da Seta per informarla che - alla luce del punto precedente - la sanzione sarà annullata, a dimostrazione che l’operato dei verificatori e dell’azienda non è improntato ad alcun intento vessatorio ma ha il solo scopo di garantire la corretta applicazione delle norme che regolano il servizio di trasporto pubblico".
La telefonata dell’azienda
La passeggera, rasserenata a seguito della telefonata da parte dell’azienda, sottolinea: "Mi sono arrabbiata tanto, sono stata tanto male per quella sanzione ed ora mi sento meglio. Vorrei solo che, nel caso di persone ‘fragili’ e magari non abituate a viaggiare sui mezzi, vi fosse solo più comprensione e ascolto. Sono andata nel panico, è vero ma se mi avessero ascoltato avremmo risolto tutto subito e nel migliore dei modi".
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