‘Vendetta’ sul muro del Volta: “Sono stato io a fare quella scritta. Non era una minaccia, scherzavo”
A destra la scritta sui muri del Volta di Sassuolo che aveva fatto scattare l'allarme
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Sassuolo (Modena), 8 aprile 2026 – “E’ colpa mia, sono stato io a fare quelle scritte ma non era una minaccia, era uno scherzo. Chiedo scusa per il mio comportamento”. Dopo la comprensibile apprensione che si è ‘sollevata’ tra i banchi di scuola, al Volta di Sassuolo, a fronte di scritte intimidatorie apparse su un muro ma anche su un banco, in una classe, ora il colpevole si è fatto avanti.
Ora per lo studente scatterà una sanzione disciplinare
La dirigente aveva sottolineato che l’autore del grave gesto non sarebbe rimasto impunito ed ora, infatti, per il giovane scatterà una sanzione disciplinare volta però ad una rieducazione del minore. Ad allarmare docenti e genitori era stata in particolare la concomitanza con i gravissimi fatti di Bergamo, dove una professoressa – è tristemente noto – è stata accoltellata da uno studente 13enne.
Sul muro del Volta era rimasta la parola ‘Vendetta’
Infatti su un muro del Volta qualcuno, fino a ieri rimasto ignoto aveva scritto la parola “Vendetta” a caratteri cubitali e con un pennarello rosso, pare durante l’intervallo. Inoltre sicuramente lo stesso autore aveva lasciato su un banco un foglio bianco con un’altra inquietante frase scritta con un pennarello rosso: ‘morirai’, contornata da diverse macchie che ricordano tracce di sangue. Proprio la parola vendetta era stata scritta infatti dal 13enne di Bergamo sulla maglietta con la quale si era presentato a scuola per poi aggredire l’insegnante. Pare però che il minore di Sassuolo abbia escluso un gesto emulativo, sostenendo di non essere al corrente del grave gesto commesso dal coetaneo. La scuola aveva preso subito in carico la situazione, per capire chi fossero i responsabili.
Si è trattato di una ‘bravata’
“Agiremo da un punto di vista disciplinare”, aveva da subito annunciato la dirigente del Volta, Sabrina Paganelli che aveva dato il via nell’immediatezza alle dovute verifiche Interne. Il giovane studente che si era trovato il biglietto minatorio sul proprio banco da subito aveva escluso di essere stato minacciato nel recente passato. Nessun elemento era quindi emerso relativamente ad eventuali minacce nei confronti dei docenti. A quanto pare, infatti, si è trattato di una grave bravata. “Si precisa che sono state effettuate tempestive verifiche interne – fa sapere la scuola – Lo studente responsabile si è presentato spontaneamente, ammettendo l’accaduto e scusandosi. Si è trattato di un gesto di natura goliardica, privo di intenti minacciosi. La scuola ha comunque attivato le procedure previste, coinvolgendo la famiglia e avviando un percorso disciplinare con finalità educativa, nel rispetto del regolamento d’Istituto”.
La sanzione è legata a un determinato numero di giorni di sospensione
Infatti la sanzione è legata ad un determinato numero di giorni di sospensione. Non si tratta però di una sospensione ‘totale’ o, meglio, di un allontanamento reale dalla scuola. Infatti per sospensione si intende la frequenza, da parte dello studente di alcune ore di scuola alternate ad altre attività presso una delle associaizoni o realtà di volontariato che hanno già stipulato una convenzione con l’istituto; in base alle direttive del Ministero. Sarà ora il consiglio di isituto a decidere sul percorso dello studente ma la finalità della sanzione è appunto educativa e non solo ‘punitiva’.
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