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"Con la danza celebriamo il nostro orgoglio"

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Il Balletto Nazionale Georgiano Sukhishvili porta in scena cinquanta ballerini tra uomini e donne

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Le fratture geopolitiche che separano anche il mondo della danza non impediscono al Balletto Nazionale Georgiano ’Sukhishvili’ di tornare stasera alle 20,30 al Teatro Duse. Dopo il trionfo dello scorso anno è il direttore della compagnia, Iliko Sukhishvili jr., a dirsi "felice del ritorno" nella nostra città "come quando si ritrovano vecchi amici, così com’è in tutta Italia, dove l’amore per il teatro e la musica è molto forte". Al Duse l’organico di danzatori (una cinquantina) sarà al completo, oltre a un gruppo di musicisti "per far vivere al pubblico l’autentica esperienza ’Sukhishvili’, con un programma attentamente curato che comprende pezzi chiave del nostro repertorio. Ma anche in equilibrio tra la tradizione della nostra cultura e interpretazioni innovative".

Con l’occasione il nipote di Iliko Sukhishvili e della moglie Nino Ramishvili che fondarono la compagnia nel 1945 a Tbilisi ne ripercorre la storia: "I miei nonni viaggiarono nelle regioni della Georgia, attraverso montagne e coste, a collezionare movimenti, musiche e costumi delle danze che si eseguivano ai matrimoni o alle feste dei raccolti, alle celebrazioni guerriere e ai rituali delle comunità. La danza georgiana è espressione vibrante e dinamica della nostra cultura, ne mostra la storia e lo spirito ed è caratterizzata da una combinazione unica di atletismo (le danze maschili) e di grazia (le danze femminili). È una celebrazione della nostra vita e del nostro orgoglio".

Il direttore ricorda anche l’impostazione attuale e traccia le prospettive future della compagnia, alludendo alle critiche dei tradizionalisti sulla trasformazione di un patrimonio storico: "Nelle ultime decadi le danze georgiane si sono evolute, sia nella tecnica che nella presentazione: elementi che ci hanno aiutato a diffonderne l’interesse nel pubblico, specialmente giovane. Tecnicamente la preparazione dei danzatori è cresciuta, artisticamente ha incluso innovazioni, pur nel rispetto delle radici. Quando abbiamo introdotto questi nuovi elementi, nel segno di una visione contemporanea, alcuni ci hanno criticato temendo la perdita della tradizione. Ma col tempo altre compagnie hanno copiato il nostro stile. Il nuovo fa paura all’inizio, ma noi crediamo fermamente che nulla lo possa fermare". Non solo decorativi i costumi, che in passato furono disegnati da Simon Virsaladze, geniale scenografo e costumista georgiano noto per i suoi allestimenti tuttora in scena al Teatro Bol’šoj di Mosca. "I nostri costumi rispecchiano le tradizioni delle diverse regioni del paese ma li abbiamo adattati nelle forme e nei colori rendendoli più teatrali" precisa Sukhishvili. Rivendicando con orgoglio anche la trasmissione di un tale patrimonio coreografico: "Abbiamo fondato un’accademia di danza a Tbilisi dove oltre 7.000 allievi studiano le danze georgiane sin dalla prima infanzia. Lo scopo è scoprire talenti e far crescere nuove generazioni di danzatori: molti dei nostri ex studenti sono ora membri della compagnia". Valentina Bonelli

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