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Alla biblioteca Poletti la visione architettonica di Ada Defez

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05.03.2026

Le ‘Piramidi’ di via Morane, l’hotel Raffaello, alcune architetture del Villaggio Giardino sono entrate nell’immaginario della Modena moderna: dietro quelle...

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Le ‘Piramidi’ di via Morane, l’hotel Raffaello, alcune architetture del Villaggio Giardino sono entrate nell’immaginario della Modena moderna: dietro quelle linee e quelle scelte urbane c’è la visione di un’architetta, Ada Fedez, che per lungo tempo è rimasta sullo sfondo. Grazie al lavoro di ricerca sul suo archivio, da sabato una mostra alla Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti, a Palazzo dei Musei, riporterà alla luce suoi "Progetti, architetture e impegno civile". Nata a Napoli nel 1931, segnata da bambina dalla discriminazione delle leggi razziali, Ada Defez arrivò a Modena nel 1962 dopo aver vinto il concorso per la progettazione della sede femminile dell’Istituto Corni. La scuola alla fine non venne realizzata, ma lei restò. Si inserì in una città che cambiava rapidamente: insieme a Franca Stagi, fu una delle prime donne a esercitare stabilmente la professione di architetta a Modena, mentre insegnava all’Istituto Corni e partecipava attivamente alla vita politica, aderendo al Pci e all’Unione donne italiane.

La mostra a lei dedicata (a cura di Andrea Costa, Francesco Fantoni e Silvia Sitton) resterà aperta fino al 6 giugno. Per la prima volta vengono esposti al pubblico i materiali dell’archivio di Ada Defez, donato nel 2007 dai figli alla biblioteca Poletti. Un centinaio tra disegni, tavole, documenti e fotografie accompagnano il visitatore dagli anni della formazione universitaria, accanto a maestri come Luigi Cosenza e Ludovico Quaroni, alle prime esperienze professionali nell’area napoletana con il marito Vittorio Caruso, fino ai progetti della piena maturità modenese. Per l’inaugurazione, sabato alle 16 verrà presentato il volume "Donne e progetto. Figure dell’architettura e del design nell’Italia contemporanea".

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