Pronto soccorso, pochi posti letto: "Lo ha ammesso anche Calcinaro"
"Con 40mila accessi l’anno il Pronto soccorso di Pesaro è un’urgenza assoluta anche per il numero esiguo di posti letto che l’Ast riesce a garantire". Ieri in Consiglio comunale l’assessore Luca Pandolfi non ha stemperato l’allarme lanciato dalla consigliera Pd, Maruska Palazzi. Tutt’altro. Secondo il ragionamento di Pandolfi ad un fabbisogno di 40mila accessi l’anno l’Ast 1 risponde a fatica potendo contare al massimo su 38 posti letto per le emergenze.
L’assessore ai servizi sociali, pur riconoscendo l’attivismo dell’assessore regionale Paolo Calcinaro, ha ulteriormente infiammato la già difficile dialettica con la Regione Marche snocciolando numeri presi dal Ministero della Salute. "Le risposte, dati alla mano, sono inadeguate" ha detto Pandolfi rispondendo all’interrogazione di Palazzi e mirata ad ottenere il potenziamento del numero dei posti letto nelle strutture pesaresi.
"A riconoscerlo è stato lo stesso assessore regionale Calcinaro – ha detto Pandolfi –. I dati dell’urgenza sono del Ministero della Salute. Se pensiamo che la risposta a questa emergenza dovrebbe arrivare dalla realizzazione degli ospedali di comunità e dalle Case di Comunità, la distanza tra fabbisogno e risposte diventa drammatica". Perché? "Gli ospedali di comunità sono quelli che sono stati pensati per alleggerire in tempo reale il sovraccarico delle emergenze in pronto soccorso. Ebbene, in totale in tutta la provincia gli ospedali di comunità daranno 131 posti letto di cui 30 a Mombaroccio. Gli altri saranno nelle strutture di Cagli, Macerata Feltria, Urbania e Fossombrone. Alcuni di questi non sono nemmeno completati perché collegati al Pnrr. E Calcinaro con estrema correttezza ha detto che non si attiveranno subito, ma ci vorrà almeno un anno".
Pandolfi vede ancora più fosco riguardo alla capacità di risposta delle Case di comunità. Sono quelle previste per gestire i codici non gravi del Pronto soccorso. "In provincia sono quattro di cui due a Pesaro come Galantara i cui lavori del Pnrr devono ancora partire e via XXI Febbraio – ha detto Pandolfi –. Se pensiamo che la Casa della Salute di Vallefoglia è sottodimensionata e Gabicce Mare non ha un servizio h24 ma solo h12 ci rendiamo conto degli attuali disagi". Giocoforza, nella sua replica all’assessore Palazzi ha osservato: "I dati illustrati non fanno che confermare l’insensibilità della Direzione AST 1 – ha detto Palazzi – verso la sanità pesarese. Continueremo a vedere pazienti parcheggiati nei corridoi, senza neanche un comodino di servizio, o un appoggio su barelle spesso mal funzionanti e tende di separazione cadenti. La situazione è ormai cronica e insostenibile".
L’inutilizzo di quella che il Pd si ostina a chiamare palazzina di medicina d’urgenza quando invece si tratta di un’area con 8 posti letto, chiusa come prevede la legge affinché sia attivata in caso di particolari emergenze, è stata per l’ennesima volta additata quale pietra dello scandalo. E questo nonostante il direttore Alberto Carelli abbia rassicurato che gli otto posti letto “sottratti“ all’assistenza medica e rivendicati dall’amministrazione comunale sono stati ricavati con l’ottimizzazione degli spazi presenti negli altri reparti. "Anche con questi 8 posti in più – ha concluso Pandolfi – siamo ben lontani dall’affrontare l’emergenza del pronto soccorso". Ma per la cronaca l’area da 8 posti non è da confondere con il reparto di Medicina d’Urgenza, reparto con tanto di primario – la dottoressa Silvia Gennarini – operativo h24 all’ultimo piano del Padiglione A con 16 posti letto a supporto del Pronto soccorso.
Solidea Vitali Rosati
