menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Gli ambulanti protestano: "Tante buche e poche bancarelle. Al San Decenzio è un disastro"

12 0
04.03.2026

Gli operatori si lamentano per il continuo calo e per i problemi di rapporti con il Comune "Era meglio con l’assessora Frenquellucci". Poi le tasse locali: nel mirino l’aumento del 17%" .

Articolo: Mercato, torna la protesta: "L’area ex Cavalli inadatta. Trenta di noi restano fuori"

Articolo: Criminalità e degrado, l’allarme. È scontro in Consiglio comunale

Articolo: Il centrodestra: "La misura venga ritirata"

Al mercato c’è chi cade per l’asfalto sconnesso; poi c’è il problema dell’assenza di controlli, per cui scooter e automobili entrano tra le bancarelle impunemente mettendo a rischio i passanti; la clientela lamenta una passeggiata "accidentata" e "troppo povera di banchi". In estrema sintesi sono questi i problemi per cui ieri gli ambulanti del mercato di San Decenzio hanno protestato pubblicamente. L’hanno fatto avendo come portavoce Valerio Tamburini, veterano del mercato pesarese, e come rappresentante Giovanni Rinaldi, ambulante di quarta generazione con il fratello Andrea, presidente di Anva Confesercenti.

La mobilitazione pubblica nasce dal deludente confronto con l’amministrazione comunale e in particolare con l’attuale assessore alle attività produttive Mattia Galeazzi. A tal punto che gli ambulanti dicono di rimpiangere l’ex assessore Francesca Frenquellucci. "E’ l’unica che ha fatto qualcosa – dicono a più riprese tanto Tamburini che Rinaldi nel bel mezzo del mercato –. Il neo assessore Galeazzi è una brava persona, ma ai nostri problemi non ha prospettato alcuna soluzione. Il mercato di Pesaro è in degrado anche per responsabilità che dipendono da scelte sbagliate dell’amministrazione comunale. E’ vergognoso che non si presti attenzione alla crisi di lavoro avvertita da 243 operatori e dalle loro famiglie". Se di questi pochi votano a Pesaro essendo residenti altrove, "però siamo tutti contribuenti – osserva Rinaldi –. Noi paghiamo 650 euro l’anno per fare il mercato a Pesaro. Di questi 220 euro circa li versiamo quale tassa per l’occupazione del suolo pubblico, mentre i restanti 430 li dobbiamo per i prossimi 30 anni quale contributo pro capite degli ambulanti ai lavori pubblici che il Comune fece una decina di anni fa quando ci spostò dall’antica sede dell’ex parcheggio Carducci, davanti al Tribunale. Quindi gli ambulanti pagano per qualcosa che non hanno".

Rinaldi comincia un lungo elenco: "Intanto non abbiamo un pavimento stradale decente – osserva –: ci sono buche e avvallamenti che rendono insicura la passeggiata della clientela". Nel discorso si inserisce il direttore comunale di Confesercenti, Davide Ippaso: "L’aumento del 17% sull’occupazione del suolo pubblico, l’amministrazione comunale, l’ha applicato sull’intera somma di 650 euro, invece che sui 220 euro di Tosap. Abbiamo segnalato l’errore, ma l’amministrazione non lo vuole riconoscere". Rinaldi riprende la parola: "Contro il contributo che per 30 anni il Comune ci farà pagare siamo andati in causa – ricorda –: nel 2015 in qualità di presidente Anva ho firmato un protocollo d’intesa con il sindaco Matteo Ricci che prevedeva da parte nostra il ritiro e la rinuncia a qualsiasi azione giudiziaria, con compensazione delle spese legali. In particolare noi avremmo continuato a pagare 650 euro l’anno, mentre il Comune ne avrebbe spesi circa 20mila l’anno per la realizzazione di progetti di marketing, eventi, istituzione servizio navetta e quant’altro sia necessario per il rilancio del mercato cittadino. Parlo al presente perché quell’accordo non ha scadenza, è tutt’oggi valido".

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino