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Chiude il vivaio sociale Pantarei: "Non c’erano i margini economici"

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01.03.2026

vivaio sociale «PantaRei»: il 28 novembre 2024,. giorno dell’inaugurazione

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Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Il vivaio "sociale" Pantarei, che avrebbe voluto dare opportunità occupazionali a giovani con disabilità, non continuerà la propria attività, inaugurata il 28 novembre 2024. Perché questa chiusura anzitempo, a nemmeno due anni dal debutto di un’opera collegata alla progettualità delle associazioni Gulliver/Utopia, le stesse che hanno avviato con successo il bar sociale dentro il Parco Miralfiore e la pizzeria all’exOstello di Fosso Sejore?

"Il progetto ’Pantarei’ non andrà più avanti – conferma Andrea Boccanera, presidente di Gulliver e segretario generale di Utopia – per varie ragioni. Il 30 gennaio abbiamo chiuso l’attività. Pagheremo la penale con la proprietà del vivaio per aver rescisso il contratto prima del previsto". Quali difficoltà hanno minato il progetto? "Non era sostenibile economicamente – sintetizza Boccanera che spiega –: sono mancate le commesse dei partner istituzionali. La clientela aveva grandi difficoltà a raggiungere il vivaio perché l’unica strada d’accesso è condivisa con il mega centro di smaltimento materiali di recupero della provincia. Il via vai di mezzi pesanti crea ingorghi quotidiani: i nostri mezzi al pari di quelli della clientela del vivaio spesso si sono trovati in coda. Non meno impervio è risultato raggiungerci a quanti avrebbero voluto farlo con scooter: i camion da tutta la provincia con i materiali di recupero della differenziata hanno ridotto la strada in un colabrodo che rende molto sconnesso e impercorribile il tragitto. A queste problematiche di accessibilità – continua Boccanera – abbiamo constatato quanto la posizione ci ha reso meno appetibili rispetto a vivai più baricentrici. E’ anche vero che l’offerta vivaistica, in città è molto forte. Per quanto affrontiamo il mercato con un assetto ’sociale’ comunque il bilancio aziendale deve reggersi. Quando abbiamo capito che non c’erano i margini per evitare le perdite abbiamo preso la decisione responsabile di uscire dal settore del giardinaggio e del florovivaismo".

Solidea Vitali Rosati

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